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POLITICA

 

11-11-2015

Inps: 600.000 assunti in più rispetto all'anno scorso

I dati mostrano una ripresa dell'occupazione soprattutto per i contratti a tempo indeterminato


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Il mercato del lavoro lascia intravedere qualche speranza, con i nuovi dati pubblicati dall’Inps nel suo rapporto sul precariato. Nei primi nove mesi del 2015 il saldo tra nuovi assunti e cessazioni è a circa 600.000 unità, quasi il doppio rispetto al 2014; si sono registrate poi 1,7 milioni di assunzioni a tempo indeterminato a fronte di 1,2 milioni di cessazioni con un saldo di quasi 500.000 nuovi assunti stabili, rispetto ai 98.000 dello stesso periodo 2014 e, nel complesso, 4 milioni di nuovi rapporti di lavoro subordinato a fronte di 3,4 milioni di cessazioni: il saldo complessivo degli occupati è quindi di 600.000 unità, con un +34% di trasformazioni di contratti a termine e un + 20% di trasformazioni di apprendistati.

 

Tutti questi risultati sono il frutto congiunto degli sgravi fiscali previsti per quest’anno per le assunzioni a tempo indeterminato e del Jobs Act che ha liberalizzato il mercato del lavoro. Gli sgravi contributivi però dureranno sì tre anni ma solo per quelli che hanno assunto entro il 2015, mentre il Jobs Act avrà effetti permanenti. Servirà più tempo per capire se questa ripresa del lavoro, seppur non esplosiva, è dovuta a un cambio strutturale delle regole del mercato o se, come spesso accade, è legata al sussidio pubblico mascherato da sgravio fiscale che oltre a non essere particolarmente utile è anche temporaneo. Molto spesso infatti lo sgravio fiscale, valendo per chiunque assume, ha effetti sostitutivi, cioè semplicemente fa risparmiare chi avrebbe comunque assunto qualcuno.

 

Il Jobs Act ha però, e questo bisogna riconoscerlo, introdotto una nuova disciplina del lavoro che senz’altro genererà un effetto positivo sui potenziali investitori, ma per far ripartire il sistema occorre molto altro e molto di più: ancora non sono stati toccati seriamente la giustizia, la burocrazia e tutto l’impianto di diritto amministrativo delle PA neanche a parlarne, visto che la riforma delle PA, la cui legge delega è stata approvata questa estate, è ancora al palo, le tasse sono ancora a livelli record e forse prima di cominciare dalla casa sarebbe opportuno cominciare da imprese e lavoro.

di Michelangelo Borri
 





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