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POLITICA

 

15-11-2015

Prima pagina di Libero: Belpietro si difende

Il Direttore del quotidiano risponde così agli attacchi subiti nelle scorse ore


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Sei un deficiente. Ma non è un insulto. Viene da “deficere” che significa “mancare”. Può capitare, a volte, in situazioni o luoghi diversi, di sentire frasi di questo tipo. L’insulto celato dal suo etimo. L’origine della parola come maschera dell’intenzione. La grammatica come ultima arma di difesa. Certo, sull’etimologia non si può discutere. L’intenzione invece dipende dal contesto, dall’opportunità, dal soggetto pronunciante e dall’oggetto colpito.

 

Il 14 novembre, il giorno dopo la serie di attentati che ha trafitto Parigi – e non solo- nel suo profondo, il quotidiano Libero, diretto da Maurizio Belpietro, ha deciso di andare in stampa con un maiuscolo Bastardi Islamici stampato in prima pagina. Apertura, questa, che non poteva passare inosservata. Già nella prima mattina infatti, la foto del quotidiano rimbalzava sui social network tra scandalo, imbarazzo e rabbia. La pagina Facebook di Libero è tutt’ora presa d’assalto da utenti inviperiti ed è notizia delle ultime ore che Maso Notarianni, blogger e giornalista de ilfattoquodiano.it, abbia denunciato Belpietro, in qualità di Direttore responsabile del quotidiano, per istigazione all’odio.

 

Dal canto suo, il Direttore di Libero si è difeso attraverso un editoriale e sui social network, sostenendo che ignoranti sono quelli che non sanno che bastardo significa figlio illegittimo. Nessun insulto dunque. Nessuna accezione negativa. Semplicemente figli illegittimi. Probabilmente Belpietro non ha fatto in tempo, visti i suoi numerosi impegni, a leggere l’intera definizione della parola, che, secondo la Treccani, può significare anche avanzo di galera, canaglia, carogna, delinquente, farabutto, furfante. Allo stesso modo, anche il titolo con cui il quotidiano decise di aprire il giorno successivo alla terribile strage di Charlie Hebdo (Questo è l’Islam) avrà certamente una spiegazione etimologica o grammaticale.

 

Sarà ad ogni modo la magistratura a stabilire la gravità – perlomeno dal punto di vista penale – del titolo di Libero e ad indicare le eventuali sanzioni. Frattanto proseguono le indagini a Parigi e dintorni, in una città ancora paralizzata dalla paura. 

di Giorgio Federico Mosco
 





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