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CULTURA

 

18-11-2015

Teatro Olimpico. Anche se sei stonato, la deliziosa commedia musicale stile cinema di Marco Presta

Torna l’opera teatrale il cui motto è “farsene una ragione”


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Anche se sei stonato” è una commedia musicale scritta da Marco Presta, qui nelle vesti anche di attore, e diretta da Francesco Brandi, con le squisite scenografie di Andrea Simonetti. Sul palco del Teatro Olimpico dal 10 al 22 novembre, si riproporrà la storia che vede protagonisti Marco Presta, professore universitario appena lasciato dalla moglie, con Max Paiella, proprietario di un locale cittadino e anche grande performer. Li spalleggiano magistralmente: il pianista Attilio di Giovanni e le due donne del palco Ketty Roselli, cantante mancata che lavora come cameriera – tuttofare nel locale e Marianna Valentino, unica allieva del corso di canto messo in piedi dal performer e palesemente innamorata di lui.

 

 

Una commedia intelligente e divertente con una trama semplice ma incisiva. Giacomo (interpretato da Marco Presta), è un professore universitario, tradito dalla moglie e poi abbandonato a causa di un ricco proprietario di supermercati, che in ogni lezione in facoltà cade nel personale ogni qualvolta cerca di spiegare le relazioni tra gli scrittori e le loro amate. Egli verrà spinto dal suo analista a divagarsi, prendendosi un po’ di tempo per pensare ad altro, facendo altro, come lezioni di canto. Proprio da ciò nasce l’incontro con i personaggi che vivono ogni giorno nel locale di Valerio (Max Paiella), latin lover di alta qualità, che si presenta al pubblico con notevoli doti vocali ma anche con il vizio di incastrare nella sua agenda i diversi appuntamenti, con le sempre differenti conquiste amorose. Niente sembra convincere il docente universitario  a prendere lezioni di canto, tanto che, nel salutare ogni volta la comitiva del pub, afferma sempre che non tornerà mai più in quel luogo. In realtà torna sempre nel locale, anche atteso dagli altri protagonisti, che lo considerano ormai parte della “banda” e che cercano di consigliarlo sulla propria situazione. Da questi incontri nasce una profonda amicizia tra Giacomo e Valerio, anche se i due sono di caratteri diametralmente opposti.

 

 

Questi personaggi danno allo spettatore uno scorcio della schizofrenia dell’Italia odierna, con originalità e senza stereotipi. Tra sarcasmo e blasfemia letteraria, in cui Shakespeare diviene persino un attaccante dell’Arsenal, si districa la vicenda che, colma di humor, cresce, trovando nella musica la soluzione dei propri problemi. L’unica cosa che alla fine viene da pensare, immedesimandosi negli attori senza alcuna fatica, è che la vita consiste nel farsene una ragione e che l’amore è il settore dove riuscirsi è più difficile. Questo sicuramente è il pensiero del povero Giacomo, che fino alla fine della storia è convinto che la moglie torni da lui. E chissà se accadrà. 

di Pierluigi Liguori
 





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