Marine Le Pen. Ecco perché la sua vittoria non è quella di Salvini Il leader del Carroccio prende il trionfo del Front National in Francia come una vittoria personale. Ma a che punto è la Lega Nord? - www.Pontilenews.it


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POLITICA

 

08-12-2015

Marine Le Pen. Ecco perché la sua vittoria non è quella di Salvini

Il leader del Carroccio prende il trionfo del Front National in Francia come una vittoria personale. Ma a che punto è la Lega Nord?


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«Cosa si può dire a Gad Lerner, preoccupato perché "la Francia si fascistizza" e per l'avanzata della Lega in Italia? La risposta possibile è una sola: un democratico pernacchione!»: questo il commento di Matteo Salvini in risposta alle parole di Gad Lerner, che ha definito il trionfo di Marine Le Pen e del Front National alle regionali francesi «triste esito scontato di un’aggressione del fascismo islamista», evidenziando la tendenza a rispondere a questo «fascismo» con altro «fascismo». Salvini è eccitato: «Meno immigrazione, meno regole idiote europee e più lavoro. Per alcuni giornalisti di sinistra italiani la vittoria della Le Pen è la vittoria della "xenofobia", della paura e del razzismo. Imbecilli. È solo legittima difesa, è la vittoria della speranza. Siamo razzisti? No, siamo normali».

 

Gad Lerner è un pernacchione, i giornalisti (di sinistra, perché se si prova solo minimamente ad analizzare il trionfo di Marine Le Pen si è di sinistra) sono imbecilli, e lui è «normale»: Salvini ne è convinto. E nel suo stato di ebbrezza non risparmia attributi a nessuno. Ma cos’è che lo esalta così tanto, che lo scatena, che lo rende così febbrile? Le Pen ha augurato a lui e alla Lega Nord di ottenere gli stessi risultati che il Front National sta raggiungendo in Francia. «Noi vogliamo essere la stessa cosa in Italia: il partito dei piccoli. A gennaio si svolgerà a Milano un grande incontro con Marine Le Pen e tutti gli altri partiti europei del nostro gruppo. Lì progetteremo la nostra proposta di Europa, molto diversa da quella di Renzi, Hollande e Merkel. Riunirò tutti i partiti del nostro gruppo a Bruxelles. E ora chi si allea con la Lega in Italia deve avere una certa idea dell’Europa: vogliamo riscrivere tutti i trattati», ha affermato Salvini al Corriere della Sera. Ma la domanda, a questo punto, è: Salvini e Le Pen corrono davvero l’uno al fianco dell’altra? Non sarà, forse, che uno dei due ha le gambe un tantino più lunghe dell’altro?

 

Salvini è alleato del Front National al Parlamento europeo. Ma un’enorme differenza fra Lega Nord e Front National risiede già nel nome, indicativo di un dato di fatto: il secondo è nazionale davvero, avendo attecchito, con poche eccezioni, su tutto il territorio francese; la Lega Nord, invece, è appunto limitata, in quanto a consolidamento fra gli elettori, al nord dell’Italia.  Cosa impedisce, allora, alla Lega, di diventare “nazionale”? Oppure: chi? Qual è l’ostacolo all’affiancamento effettivo di Salvini a Le Pen in questa corsa? Qualcuno ha risposto «è merito (o colpa, dipende dai punti di vista) di Grillo». O forse è merito (o colpa, di nuovo) delle Alpi. Ma Salvini e Le Pen sono lontani. O, perlomeno, lo sono ancora. Tornando, dunque, all’«avanzata della Lega in Italia» sventolata in faccia a Gad Lerner, è bene ricordare che questa avanzata è “pericolosa” (con molte virgolette), al momento, soltanto nei sondaggi. 

di Vittoria Montesano
 





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