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CULTURA

 

08-12-2015

La Gioconda: un giallo lungo 500 anni

Secondo lo scienziato francese Pascal Cotte la Monna Lisa non è la vera Lisa Gherardini


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Chi si nasconde veramente dietro il sorriso appena accennato, ma così enigmatico, della Gioconda di Leonardo da Vinci? È il dubbio che da secoli attanaglia centinaia di studiosi e di appassionati d’arte. Questa volta prova a scioglierlo lo scienziato francese Pascal Cotte secondo cui, sotto il famoso dipinto a olio, si celano ben tre diverse varianti della Monna Lisa. In particolare, nella seconda stesura, la protagonista sarebbe raffigurata con una perla pendente sul capo e con degli spilli che le fermano l’acconciatura. Sarebbe quella la vera Lisa Gherardini e non quella attualmente ritratta nel dipinto: la donna più famosa del Louvre che lascia tutti i visitatori senza fiato, soprattutto per quell’aura di mistero che l’avvolge.

 

È questo l’esito di una ricerca condotta da Cotte, co-fondatore della società di ingegneria elettronica Lumiere Technology di Parigi, che dal 2004 ha svolto una serie di analisi non invasive sul dipinto di Leonardo da Vinci. Il metodo utilizzato, Layer Amplification Method (Lam), sarà presentato nel documentario The Secrets of the Mona Lisa in onda domani sulla BBC. Lo studioso francese ha proiettato sul dipinto originale una luce intensa e ha poi analizzato migliaia di immagini multi spettrali: sono ben 155 gli elementi non visibili ad occhio nudo che si nascondono sotto la vernice e che avrebbero consentito di ricostruire l’intero iter cronologico della realizzazione del quadro.

 

Nella prima stesura, datata 1503, la Monna Lisa avrebbe la mano e la manica destra più grandi. Nel secondo ritratto, invece, la donna parrebbe abbellita da spille e perle, accessori tali da farla somigliare di più alla vera Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo, ricco mercante di seta fiorentino. Nel terza versione, secondo lo studioso francese, Leonardo avrebbe eliminato ogni tipo di ornamento, cambiato la cuffia e l’acconciatura dei capelli e modificato i lineamenti di volto e naso. Poi la stesura definitiva: bocca più piccola, ancora modifiche su collo e spalle e una croce in ogni pupilla, forse per modificare l’orientamento dello sguardo della Gioconda. Proprio negli occhi, nel 2011, lo studioso Silvano Vinceti avanzò l’ipotesi che si nascondessero delle lettere. Queste, messe insieme, avrebbero dato vita a un messaggio lasciato dallo stesso autore.

 

Intanto il Louvre sembra non aver apprezzato la ricerca di Cotte. “Non fa parte del team scientifico del museo” avrebbero detto di lui. Il giallo, dunque, continua a infittirsi e a rendere la Gioconda ancora più affascinante. "L’arte è perfino più bella della realtà, che con il tempo svanisce" diceva del resto lo stesso Leonardo da Vinci.

 

di Valeria De Simone
 





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