Muore Mario Dondero, lo storico fotoreporter che ritrasse i protagonisti del Novecento Partigiano in Val d’Ossola, poi giornalista e fotografo, si ritrovò a lavorare a Milano con il gruppo dei “Giamaicani” e a Parigi, dove scattò una delle sue più celebri foto: il gruppo degli scrittori del Nouveau Roman - www.Pontilenews.it


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CRONACA

 

14-12-2015

Muore Mario Dondero, lo storico fotoreporter che ritrasse i protagonisti del Novecento

Partigiano in Val d’Ossola, poi giornalista e fotografo, si ritrovò a lavorare a Milano con il gruppo dei “Giamaicani” e a Parigi, dove scattò una delle sue più celebri foto: il gruppo degli scrittori del Nouveau Roman


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A 87 anni lascia il mondo che tanto aveva riprodotto nei suoi scatti: il fotografo Mario Dondero muore domenica 13 dicembre a Fermo, nelle Marche, dove viveva e col quale nome piaceva sempre scherzare, essendone lui l’esatto contrario. I funerali, in forma laica, si svolgeranno mercoledì 16 dicembre. La camera ardente si terrà a partire dalle 9 nella Sala dei Ritratti nel palazzo comunale, che ospiterà alle 14.30 i funerali. Poi la salma sarà trasportata al cimitero di Fermo e sepolta a terra.

 

Chi era Mario Dondero? Classe 1928 di origini liguri, ma nativo di Milano, era considerato uno dei più grandi ed originali fotogiornalisti dell’età contemporanea. Partigiano in Val d’Ossola, poi giornalista e fotografo, si ritrovò a lavorare a Milano col gruppo dei “Giamaicani” e a Parigi, dove scattò una delle sue più celebri foto:  il gruppo degli scrittori del Nouveau Roman dinanzi alla sede dell’Editions de Minuit nell’ottobre del 1959. Fotografò diverse artiste tra le quali Nathalie Sarraute, Samuel Beckett, Alain Robbe-Grillet, Claude Mauriac, Claude Simon, Jerome Lindon, Robert Pinget, Claude Ollier. Si impegnò politicamente e civilmente anche sui fronti esteri: a Kabul, in Africa (Marocco e Algeria). Perdette la moglie francese, con la quale si era trasferito a Fermo, qualche anno fa. Lascia due figli grandi che vivono all’estero. 

 

Così Angelo Mastrandrea raccontava nel maggio scorso, per la presentazione del documentario biografico dedicato proprio al fotografo, sul Manifesto, dal titolo “Calma e gesso”: “Chiunque si sia trovato ad accompagnare Mario Dondero per un tratto della sua vita, per quanto breve possa essere stato, lo avrà visto socchiudere gli occhi e intonare Teresa di Sergio Endrigo o Ma l’amore no di Alberto Ravagliati o qualche altra hit da chansonnier d’oltralpe, lo avrà sentito passare da un aneddoto a un altro come un affabulatore d’altri tempi (uno su tutti: la conversazione sugli allevamenti bovini in Italia con Fidel Castro in un ascensore di Algeri, dove a salvarlo fu la competenza appresa in un reportage taurino). E prosegue: "Lo avrà visto imbracciare la fedele Leica a sorpresa e guardare nell’obiettivo con un’inconfondibile mimica facciale, pronto a fermare l’attimo di due galline in un pollaio così come avrebbe fatto con Reagan e Gorbaciov ai tempi della distensione nucleare. Sarà rimasto sorpreso nel vederlo appassionarsi a cause strampalate o soffermarsi a discutere con interlocutori occasionali, o ancora intento a regalare un libro o una sua foto al cuoco di un ristorante o a una persona appena incontrata. Sarà stato a sua volta immortalato in un fermo immagine di cui perderà ogni traccia, salvo vederlo rispuntare anni dopo perché la foto ha bisogno di stagionare per acquistare valore, fosse pure solo simbolico o personale.”

 

 

Questo era Dondero. Per la sua arte si ispirò a  Robert Capa e a Cartier – Bresson. Riusciva a coniugare il reportage con la sua umanità, cosa che non accade molto spesso nei fotografi d’azione. La fotografia era il suo modo per incontrare il mondo esterno e raccontare le mille storie della commedia umana, ma con una visione romantica. Il suo lavoro era impregnato da una fondata idea d’impegno civile, come i suoi grandi maestri della storia del reportage, in modo da pensare sempre alla fotografia come a quell’esperienza in cui si deve “mettere sullo stesso asse, occhio, testa e cuore”. 

di Pierluigi Liguori
 





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