Attentati Parigi: Salah fuggì nascondendosi in un mobile La polizia lo aveva individuato in un’abitazione di Molenbeek ma non era potuta intervenire tempestivamente a causa di un cavillo giuridico. In Belgio, infatti, le perquisizioni sono vietate dalle 23 alle 5 - www.Pontilenews.it


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17-12-2015

Attentati Parigi: Salah fuggì nascondendosi in un mobile

La polizia lo aveva individuato in un’abitazione di Molenbeek ma non era potuta intervenire tempestivamente a causa di un cavillo giuridico. In Belgio, infatti, le perquisizioni sono vietate dalle 23 alle 5


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Si arricchisce di dettagli rocamboleschi la fuga di Salah Abdeslam, il ricercato numero per gli attentati di Parigi. Dopo essere riuscito a sfuggire a Parigi, pare sia stato ad un soffio dalla cattura in Belgio. Erano i giorni in cui Molenbeek, la banlieu di Bruxelles, era perquisita a tappeto dalle forze dell’ordine che cercavano il terrorista negli stabili della zona, per via di segnalazioni ricevute dall’Intelligence francese. Notizie sulla sua cattura si rincorrevano dietro ad un uomo portato via incappucciato, fino a quando la procura di Bruxelles era intervenuta ufficialmente dichiarando che non lo avevano trovato. Da allora Salah era comparso in tutta Europa. Segnalazioni d’avvistamento all’ordine del giorno avevano impegnato le forze d’ordine in massicci blitz, valsi per lo meno a testare la loro preparazione. Poi l’Intelligence francese aveva dichiarato di essere convinta che Salah avesse raggiunto la Siria e più o meno da allora erano cessati anche gli avvistamenti.

 

Oggi vecchie conferme e nuovi dettagli gettano nuova luce su quanto avvenuto a Molenbeek. Pare infatti che la polizia avesse realmente localizzato il terrorista nella banlieu belga la notte tra il 15 e il 16 novembre e sarebbe stato a un passo dalla cattura se un cavillo giuridico non avesse mandato tutto all’aria. A raccontare i fatti, il ministro della Giustizia belga, Koen Geens, durante il programma Faroek, andato in onda sulla tv fiamminga Vtm. La presenza del terrorista era stata individuata in un’abitazione al n. 47 di rue Delanouy ma una legge del codice penale belga, che impedisce le perquisizioni tra le 23 di sera e le 5 di mattina ha favorito la sua fuga. Deroghe alla legge, infatti, sono previste esclusivamente in caso di flagranza di reato o di incendio ma non in relazione al terrorismo.

 

Così, mentre gli agenti attendevano l’ora appropriata per intervenire, sotto gli occhi di Salah si materializzava l’occasione propizia per fuggire: un trasloco in corso all’interno dello stabile in cui si era rifugiato. Pare che il terrorista ne abbia approfittato nascondendosi dentro un armadio e beffando in tal modo la polizia che quando è finalmente intervenuta ha potuto solo constatarne la fuga, insieme naturalmente alle tracce del suo passaggio. Intanto, mentre inevitabilmente dilagano sconcerto e polemiche, il primo ministro belga Charles Michel spinge per la modifica alla legge che rientrava già tra le 18 proposte presentate all’indomani degli attacchi di Parigi per rendere più efficace la lotta al terrorismo. 

di Stefania D'Agostino
 





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