Black list antisemita contro ebrei italiani sul web, indaga la procura di Roma Comparsa sul sito “Radio Islam” una lista di personaggi noti di origine ebraica, ritenuti influenti in Italia - www.Pontilenews.it


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CRONACA

 

18-12-2015

Black list antisemita contro ebrei italiani sul web, indaga la procura di Roma

Comparsa sul sito “Radio Islam” una lista di personaggi noti di origine ebraica, ritenuti influenti in Italia


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La Procura di Roma ha aperto un fascicolo in relazione a una lista di personalità di credo ebraico comparsa sul sito Radio Islam. La magistratura sta procedendo contro ignoti per i reati di minaccia e diffamazione, con l’aggravante dell’odio razziale. Nel sito compaiono i nomi in una lista definita “degli ebrei influenti in Italia” di imprenditori, intellettuali e giornalisti oltre a una serie di documenti sul “potere ebraico” in Italia. Nella lista compaiono i nomi dei giornalisti Paolo Mieli, Roberto Saviano (che afferma di avere origini ebraiche da parte di madre), Enrico Mentana, Gad Lerner, Clemente Mimum, Maurizio Molinari e Fiamma Nirenstein (probabile di Israele in Italia). Presenti anche i nomi degli imprenditori Carlo De Benedetti, John Elkan e Franco Bernabè, con la dicitura “ebreo” in rosso vicino al nome. Annotati anche i nomi di attori come lo scomparso Arnoldo Foà, Alessandro Haber, Claudio Amendola, i registi Roberto Faenza e Alessandro D’Alatri. Segnati anche i nomi di moltissimi professori universitari “devoti sayanim”, tradotto “di persone liete di servire Israele, pur vivendo in uno Stato diverso da quello ebraico”, con l’aggravante che i “saynim nelle nostre università collaborano con l’intelligence israeliana, e per questo da considerare persone potenzialmente pericolose”, almeno così attesta lo stesso sito.

 

 

Radio Islam è un sito internazionale antisemita tradotto in italiano. La radio è stata fondata da Ahmed Rami, militare e politico marocchino, che ora vive in Svezia come dissidente politico. Le stesse trasmissioni dell’emittente hanno creato polemiche in Svezia. Già dalla presentazione sull’home page si comprende l’ambiguità della radio. L’incipit afferma: “Radio Islam è contro tutti i tipi e forme di razzismo, contro ogni discriminazione basata sul colore della pelle, la fede religiosa e il gruppo etnico.” Ma al termine vi è un esplicito attaccato alla popolazione di credo ebraico: “Perciò Radio Islam è contro il razzismo ebraico verso i non-ebrei, e gli obiettivi del sionismo internazionale. Israele costituisce, per la sua sola esistenza, una completa provocazione ad ogni principio, regola e legge internazionale, e il razzismo ebraico una violazione di ogni etica e morale conosciuta dall’uomo.

 

 

Giuseppe Giulietti e Raffaele Lorusso, presidente e segretario della Fnsi, la Federazione nazionale della stampa, affermano: “La decisione di Radio Islam di pubblicare un elenco di ebrei sionisti influenti nell’informazione e nello spettacolo in Italia è un’iniziativa squallida, razzista e intollerabile. In primo luogo offende i musulmani che hanno scelto la strada del dialogo e del rispetto. Queste liste ricordano tempi bui e muri che tutti dovremmo abbattere.” Pronta anche la condanna dell’esecutivo Usigrai, il sindacato della Rai: “Le liste di proscrizione ci riportano agli anni più bui del nostro Paese. Il sito di Radio Islam ha pubblicato un elenco di giornalisti ebrei. Si tratta di un gesto vergognoso non degno di nessun Paese democratico. Ci auguriamo che arrivi subito la più netta condanna di tutto il mondo politico, culturale e religioso. Noi siamo accanto a tutte le colleghe e i colleghi citati. Non cederemo ad alcuna intimidazione.

 

 

Sel ha chiesto l’immediato oscuramento del sito, e Gianluca Peciola, esponente del parlamento, dichiara: “Compare sul Web e sui social un sito che deve essere oscurato. Si tratta di un portale che fa chiaro riferimento all’odio antisemita strumentalizzando la religione islamica. Chiediamo alle autorità competenti di provvedere all’oscuramento del sito ed a fare gli approfondimenti tecnici e giudiziari necessari con prontezza.” Concorde con il collega è il deputato Pd e coordinatore inter gruppo parlamentare sull’immigrazione, Khalid Chaouki: “Non è la prima volta, ma l’ennesima ondata intollerabile di antisemitismo che viene rilanciata anche nel nostro Paese contro la quale serve la massima reazione sia dell’autorità giudiziaria, ma soprattutto della società civile. Non possiamo in questi momenti permettere che si cada nel tradizionale complottismo che ha trovato più volte sponde anche in alcuni ambienti islamici. Credo che sia necessario che ci sia una ferma condanna da parte di tutti, leader musulmani compresi.

 

 

Forte la reazione della comunità ebraica. Riccardo Pacifici, ex presidente della Comunità ebraica di Roma e attualmente executive board dell’Israeli jewish congress, condanna l’episodio ma invita tutti al dialogo: “Le leggi e gli investigatori italiani sono i migliori in Europa sul fronte del contrasto al cyber crime e ai reati di incitamento all'odio razziale. Dispiace che ciò accada proprio mentre l’Europa, dopo gli attentati di Parigi, è impegnata a costruire valori di accoglienza e di integrazione verso i migranti musulmani. Contro le derive xenofobe e populiste e contro gli estremismi dell’estrema destra. Stupisce che questo antisemitismo accomuni neonazi a islamisti. Auspico che la comunità musulmana italiana possa avere leader democraticamente eletti coi quali costruire un dialogo serio. Oggi ci troviamo difronte a sedicenti esponenti dell’islam, non eletti da nessuno, che gestiscono fondi di dubbia provenienza, che si presentano come dialoganti per poi fare propaganda antisemita. L’unico modo che abbiamo per reagire a questi estremismi razzisti è promuovere una cultura di integrazione. Un esempio: nei prossimi giorni ci sarà in una città del Sud un convegno in una scuola al quale parteciperanno insieme a me Yahyâ Sergio Yahe Pallavicini, vicepresidente della Comunità religiosa islamica italiana e imam della moschea al-Waid di Milano, ed il vescovo.

 

 

La presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello, commenta così l’accaduto: “Siamo arrivati al raccapricciante, all’inverosimile. È una rappresentazione di un odio antisemita intollerabile. Individuare in persone di religione ebraica è di per sé un’istigazione alla violenza, perché vengono connotate delle persone come appartenenti a un centro di potere ebraico e quindi doppiamente negative, perché ebree e perché appartenenti ad un centro di potere che non si sa che cosa. Tutti dovremmo sollevarci. È inaccettabile. Tutto il mondo civile che sta subendo una situazione di pericolo deve reagire a questo moto di odio, che istiga all’odio non solo contro gli ebrei ma anche contro l’Islam. Le pubblicazioni sono inaccettabili, perché solo su siti neonazisti si erano viste cose simili. Preoccupa che adesso le si legga sul sito di sito Radio Islam. Il mondo islamico in generale prenda le distanze da questa cosa ignobile.

di Pierluigi Liguori
 





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