Strage di Natale: 31 anni fa l’esplosione sul rapido 904 Lo scorso aprile Totò Riina è stato assolto per insufficienza di prove - www.Pontilenews.it


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CRONACA

 

23-12-2015

Strage di Natale: 31 anni fa l’esplosione sul rapido 904

Lo scorso aprile Totò Riina è stato assolto per insufficienza di prove


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Domenica 23 dicembre 1984. Il Rapido 904 partito da Napoli centrale si dirigeva verso Milano. Centinaia i passeggeri a bordo in quell’antivigilia di Natale che non vedevano l'ora di ricongiungersi con le famiglie per le feste. C’era Lucia, forse ancora indecisa su cosa preparare per il pranzo del 25 dicembre. C’era Gioacchino, probabilmente zio o padre impaziente di riabbracciare quel figlio o nipote che aveva lasciato Napoli in cerca di fortuna al Nord. E c’era anche il piccolo Giovanni che, chissà, quante richieste aveva fatto a Babbo Natale. Non lo sapremo mai.

 

Alle 19.08, mentre il treno attraversava la Grande galleria dell’Appenino, tra Vernio e San Benedetto Val di Sambro, una bomba esplose nella carrozza 9 della seconda classe. A piazzarla sulla griglia portabagagli, chiusa in una valigia, forse qualcuno salito poco prima alla stazione di Firenze Santa Maria Novella. 17 persone rimasero uccise non molto lontano da dove 10 anni prima si consumava un’altra strage: quella del treno Italicus partito da Roma e diretto a Monaco di Baviera. 260 i feriti. Tra questi anche il controllore, Gian Claudio Bianconcini, al suo ultimo viaggio, che chiamò i soccorsi da un telefono di servizio presente in galleria. La linea elettrica era saltata e i finestrini andarono in frantumi per la forte pressione all’interno del tunnel. La neve, fuori, cominciava a cadere silenziosa. Tutto intorno, buio, gelo, paura e morte. La strage di Natale, così la definirono le cronache, quella che segnò l’inizio dell’epoca nota come guerra di Mafia.

 

Il primo processo si concluse nel 1989 con la condanna all’ergastolo di Pippo Calò, il cosiddetto cassiere della mafia e dei suoi collaboratori Guido Cercola e Franco D'Agostino oltre che di Friederich Schaudinn, artificiere tedesco. Furono condannati, poi, per detenzione di esplosivo anche l’ex parlamentare del Msi Massimo Abbatangelo e quattro camorristi: Giuseppe Missi, Giulio Pirozzi, Alfonso Galeota e Lucio Luongo. Nel 2011 la procura di Napoli ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare per Totò Riina, già detenuto nel carcere di Parma per le stragi del ’93, in cui rimasero vittime i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, perché ritenuto mandante anche di quella del Rapido 904. Il processo, che si è aperto a Firenze nel gennaio 2013, si è concluso lo scorso aprile con l’assoluzione del boss di Cosa Nostra per insufficienza di prove.

 

Sufficienti invece, anche fin troppo, negli ultimi 31 anni, lo strazio e l’angoscia delle famiglie delle vittime e dei superstiti di quella notte infernale sul Rapido 904. Anche questo Natale riaprirà ferite impossibili da rimarginare. 

di Valeria De Simone
 





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