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ESTERI

 

19-12-2015

Mare Egeo, nuovo naufragio: morte diciotto persone tra cui dieci bambini

Continuano le morti nel Mar Mediterraneo, mentre in UE manca un accordo sull'immigrazione


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L’agenzia di stampa Dogan ha riportato in queste ore la notizia della morte di 18 migranti, di cui 10 bambini, a causa di un naufragio. La guardia costiera turca è riuscita a mettere in salvo una ventina di persone, ma molti dei superstiti si trovano ancora in gravi condizioni. Il barcone, partito dalla città turca di Bodrum, era diretto all’isola greca di Kos, ma è naufragato nel Mar Egeo. La guardia costiera è stata allertata da alcuni pescatori che hanno udito le urla dei migranti.

 

 

L’ondata migratoria nel Mar Egeo, verso la Grecia, così come quella nel Mar Ionio, verso l’Italia, ha provocato moltissimi morti e feriti a causa del naufragio di imbarcazioni. Il Mar Mediterraneo continua quindi ad essere un luogo di morte: l’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) riferisce che, nel 2015, circa 650mila migranti hanno preso il mare. Proprio il 18 dicembre si è tenuta la giornata internazionale del migrante, in quella occasione il direttore generale OIM William Lacy Swing si è espresso in tal senso: «La migrazione è il fenomeno che più ha caratterizzato il 2015. Il mondo si è ritrovato in subbuglio e continuo mutamento, dalle montagne al deserto e agli oceani. Il tifone in Vanautu, il terremoto in Nepal, la guerra in Siria, i tanto conflitti in numerosi paesi: abbiamo assistito a una serie di eventi tragici che hanno spinto quasi 900,000 migranti ad arrivare in Europa via mare per fuggire a guerra, povertà e oppressione».

 

 

Il direttore Lacy Swing ha inoltre riferito: «I migranti continueranno a spostarsi, e abbiamo bisogno di loro così come loro hanno bisogno di noi. Ma il mondo ha anche bisogno di una leadership in grado di saper gestire questo flusso in maniera sicura, protetta e legale. E’ giunto il momento che la società mondiale dimostri di essere abbastanza matura per affrontare questo fenomeno in modo efficace». Queste parole risultano essere ancor di più uno spunto di riflessione oggi, non solo alla luce delle ultime tragiche morti ma anche a seguito del summit europeo, svoltosi a Bruxelles, conclusosi poche ore prima del naufragio. In quella sede non è stato trovato un preciso accordo sull’immigrazione e la Merkel ha chiesto che siano previste sanzioni per i paesi che non accettino il programma di ricollocazione dei rifugiati nella UE: sulla questione “impronte” (mancata identificazione dei migranti sbarcati nel nostro paese ndr), il premier Renzi ha definito «surreale la procedura di infrazione contro l’Italia».

 

 

 

di Federica Stramaglia
 





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