Banda della Magliana, parla il vero Freddo: sono un morto che cammina Per lo Stato i processi in cui Crispino ha testimoniato sono ormai finiti da diversi anni: il Freddo è uscito recentemente dal programma di protezione per i pentiti - www.Pontilenews.it


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CRONACA

 

21-12-2015

Banda della Magliana, parla il vero Freddo: sono un morto che cammina

Per lo Stato i processi in cui Crispino ha testimoniato sono ormai finiti da diversi anni: il Freddo è uscito recentemente dal programma di protezione per i pentiti


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Un tempo lo chiamavano "Crispino", per via dei suoi capelli neri e ricciuti, oggi invece è meglio noto al grande pubblico sotto lo pseudonimo acquisito dal libro "Romanzo Criminale" di Giancarlo De Cataldo, ovvero il "Freddo". Il suo vero nome è Maurizio Abbatino, 61 anni, uno degli uomini della Banda della Magliana: "Ho una taglia sulla testa, appena metto piede a Roma mi ammazzano. Sono un morto che cammina", ha dichiarato Abbatino in un intervista esclusiva a il Fatto Quotidiano.

 

Maurizio Abbatino, dopo aver lasciato il carcere da uomo libero qualche tempo fa, è uscito recentemente dal programma di protezione per i pentiti, nel quale era entrato per aver collaborato con la giustizia a più riprese: memore l'operazione Colosseo che nel ’93 portò all'arresto di circa 40 noti volti criminali, tra cui il boss Massimo Carminati. Per lo Stato i processi in cui "Crispino" ha testimoniato sono ormai finiti da diversi anni e, dunque, l'uomo non correrebbe più pericoli per la sua vita. Certo è che questa notizia potrebbe aver reso felice qualche vecchia conoscenza di Abbatino, magari in cerca di vendetta per il torto subito.

 

Ricordiamo che dopo gli omicidi di Franco Giuseppucci e Renatino De Pedis, rispettivamente "Er Negro" e "Renatino", meglio noti come "Libanese" e "Dandi", gli anni d'oro della banda della Magliana cominciaro a passare. Abbatino prima latitante in Venezuela, sempre più stanco della vita da bandito e provato dall'assassinio del fratello Roberto, venne arrestato nel’92 dagli uomini della Mobile e della Criminalpol a Caracas. Oggi sembrerebbe un uomo diverso da allora, distrutto nel fisico per via della malattia: si iniettò volontariamente il virus dell'Aids molti anni prima in prigione. Il Freddo di De Cataldo ricorda così i vecchi tempi: "Roma era il far west" e prosegue "Era Roma in quegli anni. L’Italia di quegli anni. La Magliana".

di Giulia Bordini
 





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