Frosinone, truffa ai Monopoli: quattro uomini arrestati, avrebbero intascato mezzo milione di euro La truffa è avvenuta in una sala slot di Arce. Gli uomini sono stati fermati dai poliziotti nella concessionaria dei Monopoli di Via Cornelia a Roma. In crescita il numero dei malati di ludopatia - www.Pontilenews.it


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CRONACA

 

03-01-2016

Frosinone, truffa ai Monopoli: quattro uomini arrestati, avrebbero intascato mezzo milione di euro

La truffa è avvenuta in una sala slot di Arce. Gli uomini sono stati fermati dai poliziotti nella concessionaria dei Monopoli di Via Cornelia a Roma. In crescita il numero dei malati di ludopatia


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Frosinone. Mezzo milione di euro: è questa l’ingente somma di denaro che una banda di truffatori avrebbe incassato qualora il piano ingegnoso fosse andato a buon fine. Una truffa organizzata meticolosamente attraverso la manomissione delle slot machine, ma chi sarebbe stata la vittima del raggiro? A farne le spese questa volte sarebbero stati proprio i Monopoli. I truffatori avrebbero agito manomettendo gli apparecchi da gioco tra il 3 e il 4 ottobre scorso in una sala slot di Arce, ma un “insolito e anomalo movimento di denaro”, così come è descritto nel sito web della Polizia di Stato, avrebbe fatto sorgere dei dubbi al responsabile della società che per conto dei Monopoli supervisiona la liceità del gioco.

 

Le indagini condotte dalla Polizia di Stato hanno rivelato il meccanismo della truffa ai Monopoli: complice un basista in possesso delle chiavi della cassettiera degli apparecchi, la banda dei truffatori ha agito prelevando il denaro presente nella stessa e reinserendolo all’interno della slot fino al raggiungimento di cinquemila euro, arrivati a tale cifra veniva richiesto un ticket. L’ingegnoso meccanismo è stato ripetuto fino ad arrivare all’ingente somma di quattrocentotrentaseimila euro. Un saggio detto afferma che “Chi troppo vuole nulla stringe” e forse è questo il motivo che ha mandato in fumo il piano dei truffatori: i ticket pari o superiori a cinquemila euro infatti dovevano essere necessariamente cambiati in Via Cornelia a Roma, dove ha sede la Concessionaria che opera per conto dei Monopoli. Qui ad accogliere i quattro truffatori, sono stati i poliziotti che hanno identificato gli uomini e li hanno condotti in questura, distruggendo così il loro “sogno di gloria”. Per la banda è scattata la denuncia.

 

Siamo di fronte al primo caso di truffa alle slot machine? La lista sembra essere molto lunga: due anni fa nel programma televisivo Le iene la giornalista Nadia Toffa si poneva l’interrogativo «C’è un modo semplice per vincere alle slot machine?» e a quanto pare la risposta era affermativa. L’inchiesta si basava su un video che la redazione del programma aveva ricevuto in forma anonima, e che ritraeva un meccanismo a danno dei giocatori e a vantaggio dei gestori delle sale slot in possesso delle chiavi degli apparecchi da gioco. Questi ultimi potendo accedere al sistema di gestione della contabilità della macchina, potevano infatti conoscere il momento in cui la slot machine “era pronta per pagare”, scegliendo così il momento perfetto per giocare.

 

Negli ultimi periodi si è riscontrata un’esponenziale crescita delle attività che ruotano intorno al gioco. Basta compiere una piccola passeggiata nelle strade di una città e vedere come le sale slot siano innumerevoli e lo siano anche le persone che le frequentano. Nonostante le campagne realizzate in favore del gioco responsabile, le persone che distruggono la loro vita e quella delle famiglie, sono molte. Nel 2012 ai giocatori d’azzardo in forma patologica è stato riconosciuto il diritto di curarsi con il servizio pubblico. I malati di ludopatia sono in continua crescita e ciò che terrorizza è la presenza tra questi di molti giovani. In un’intervista, Cesare Guerreschi, presidente della Siipac, la Società Italiana di Intervento sulle Patologie Compulsive, afferma «Era il 1990 quando ho iniziato a parlare di gioco d’azzardo patologico. Tutti ridevano come matti perché allora sembrava un problema inesistente. Dopo 15 anni è diventata una piaga sociale che sarà quasi impossibile eliminare». 

di Giulia Morici
 





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