Crisi in Ucraina: tutti i retroscena Obama e Merkel si preparano al vertice di Minsk, mentre le tensioni internazionali aggravano la crisi europea - www.Pontilenews.it


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POLITICA

 

10-02-2015

Crisi in Ucraina: tutti i retroscena

Obama e Merkel si preparano al vertice di Minsk, mentre le tensioni internazionali aggravano la crisi europea


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Ancora grande clima di attesa per quanto riguarda la crisi in Ucraina: la Milizia Popolare dei ribelli filorussi continua la sua lotta armata nella zona dell'Ucraina orientale del Donbass, aiutata, secondo i sospetti di Usa e Ue, proprio da Putin, che avrebbe fornito parte degli uomini, per ora non identificati, e delle armi impiegate contro il neo insediato governo ucraino del presidente Poroshenko. Il vertice russo-occidentale indetto per mercoledì a Minsk, che vedrà protagonisti Putin, Obama, la cancelliera Merkel e il presidente Hollande (con esclusione clamorosa di Federica Mogherini, alto rappresentante per la politica estera dell'Ue), dovrebbe chiarire i punti fondamentali degli accordi internazionali, al fine di ristabilire un assetto pacifico ai confini tra Ucraina e Russia. Nel caso in cui non si dovesse giungere ad accordi unanimi, timore sottolineato più volte dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, le conseguenze belliche finiranno con l'investire l'intera Europa e gli Usa.  

Ha avuto luogo intanto venerdì scorso alla Casa Bianca un incontro a due tra Obama e Angela Merkel, durato circa due ore. Nel colloquio sono emerse delle ragioni di contrasto tra la linea politica internazionale portata avanti dalla Germania e quella prevista dal presidente Usa: Barack Obama appare determinato nel risolvere la questione ucraina nel più breve tempo possibile, contrastando le forze ribelli filorusse, se occorresse, anche attraverso l'invio a Kiev di truppe e armi letali per garantire da subito la continuazione della stabilità del legittimo governo dell'Ucraina. Angela Merkel è al momento assai sfavorevole a qualunque soluzione di tipo militare, che metterebbe a repentaglio la pace dell'intera Europa. Non per questo, però, si è premurata di aggiungere, negherebbe il proprio sostegno a qualunque tipo di intervento Obama dovesse alfine ritenere necessario. L'accordo tra i due è dunque da considerarsi inattaccabile, nonostante la differenza di vedute, e lo stesso Obama ha ribadito la sua ferma volontà di tentare ogni possibile via diplomatica per la soluzione del conflitto che di fatto sta già avendo inizio. 

La via diplomatica presa in esame è quella stabilita nel piano di pace franco-tedesco, redatto a due mani dal presidente francese Hollande e da Angela Merkel, di cui per ora non si conoscono ancora nello specifico tutti i punti, ma che prevedrebbe l'instaurazione di una zona demilitarizzata ai confini tra Ucraina e Russia, lunga circa 70 chilometri, e la concessione al governo legale ucraino di una ancor maggiore autonomia di quella goduta finora. Questo piano di accordi è già sul tavolo di Vladimir Putin, che pare non averne gradito molto il contenuto. L'estremo divario di vedute tra Russia e alleanza Usa-Ue porta entrambi i fronti ad accusarsi vicendevolmente di non rispettare gli accordi già presi in precedenza.  

Secondo le parole di Obama di venerdì scorso, Putin starebbe violando "tutti gli impegni presi con gli accordi di Minsk", e con il suo atteggiamento "mette a rischio l'ordine della pace in Europa", non rispettando gli accordi sul rispetto delle integrità territoriali degli stati sovrani. Il presidente russo, al contrario, afferma che l'asse occidentale si starebbe intromettendo arbitrariamente nella situazione intercorsa tra Russia e Ucraina, finanziando la militarizzazione di quest'ultima. E tira in ballo le statistiche: nonostante la grave crisi che ha colpito la nazione, nel 2014 il budget militare dell'Ucraina sarebbe aumentato quasi del 41%, e nel 2015 potrebbe essere più che triplicato, arrivando a circa 3 miliardi di dollari, ovvero al 5% dell'intero Pil interno. "La questione ucraina non è esplosa per colpa della Russia - ha dichiarato Putin al quotidiano egiziano Al-Ahram - ma è una conseguenza dei tentativi degli Usa e dei loro alleati occidentali, che si ritengono vincitori della Guerra fredda, di espandere dappertutto la loro volontà". Il presidente della Federazione Russa ha poi addirittura accusato le potenze occidentali di aver violato il patto di non espansione della Nato, che da sempre si sarebbero "rivelate dichiarazioni vuote", e di aver acuito questa tendenza in questo momento di crisi sul territorio ucraino.  

L'altro fronte diplomatico attraverso il quale Usa e Ue stanno cercando di far cedere Putin sul terreno della trattativa internazionale, è quello finanziario. Attraverso un gravoso sistema di sanzioni, si punta sul braccio di ferro economico per arrivare a degli accordi che scongiurino l'eventualità di un intervento militare. Ma anche qui la questione è piuttosto spinosa, e sta rischiando di aggravare anche la crisi europea. "Quel che spero -ha dichiarato Obama - è che per Mosca i costi da pagare diventino abbastanza alti da convincere Putin a intraprendere la strada della soluzione diplomatica, e smettere di pretendere di ridisegnare le frontiere in Europa con il fucile puntato". Per ora le ulteriori sanzioni previste dall'Ue a cario della Russia sono state congelate in attesa di quanto uscirà dagli accordi di Minsk. 

Tuttavia, la tattica delle sanzioni economiche si sta rivelando un'arma a doppio taglio: secondo recenti dichiarazioni rese dal governo spagnolo, le mancate esportazioni sono già costate agli stati europei circa 21 miliardi di euro totali. Gli Stati Uniti risentono meno della politica di limitazione degli scambi, dato che già mantengono rapporti commerciali molto esigui con la Russia (una media di circa 35 miliardi totali). Un eventuale protrarsi della crisi ucraina, insomma, si ripercuoterebbe gravemente anche sull'Europa, ancor prima di un paventato conflitto di tipo militare.

di Sandra Korshenrich
 





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