Klose: addio al calcio Lascerà con la maglia della Lazio sulla pelle. Il campione tedesco in estate inizierà un corso d’allenatore e ripartirà poi dalle giovanili della Federcalcio tedesca - www.Pontilenews.it


Responsive image


Dialoga con PontileNews: 06.56566573 - redazione@pontilenews.it

SPORT

 

14-01-2016

Klose: addio al calcio

Lascerà con la maglia della Lazio sulla pelle. Il campione tedesco in estate inizierà un corso d’allenatore e ripartirà poi dalle giovanili della Federcalcio tedesca


Responsive image

Dopo 17 anni di prestigiosa carriera Miro Klose annuncia l’addio al calcio. L’Olimpico rimarrà l’ultimo palcoscenico di uno dei più grandi protagonisti della storia del calcio mondiale. Tantissimi i successi che hanno premiato il suo brillante percorso, culminati col recente titolo di campione del mondo (Brasile 2014). Una competizione che lo ha visto protagonista nelle 4 ultime edizioni e che gli ha fruttato l’inserimento per ben due volte nella All-star Team, oltre ad una scarpa d’oro  e,  grazie al goal segnato nell’ultima edizione, il primato fra i goleador di tutti i tempi.

 

Giunto alla Lazio nel 2011 a parametro zero e all’ombra del più acclamato Cissé. La sua avventura al Bayern si era conclusa stretta dalla presenza ingombrante di un altro talento più giovane di lui Mario Gomez e da Thomas Muller. Ad accoglierlo a Roma lo scetticismo dei tifosi e degli addetti ai lavori che il campione riuscì a piegare in poco tempo. L’astro di Klose ritornava a brillare alla stessa velocità in cui si eclissava quello di Cissè, fino a consacrarsi definitivamente con quel gol all’ultimo minuto che consegnò alla Lazio la supremazia cittadina che mancava ormai da diverso tempo. Miro quel giorno divenne Mito per i suoi tifosi e continuò a deliziarli con gol e giocate da grandissimo fuoriclasse, tanto che il ct tedesco Low sembrava non potesse prescindere da lui. Forse è stato proprio il suo attaccamento alla Nazionale ad aprire qualche crepa con i tifosi laziali che lo accusavano di gestirsi troppo in vista degli impegni con la Germania ma il loro amore per il campione tedesco non è mai venuto meno, così come l’orgoglio di sapere che “uno dei loro” era diventato il più prolifico cannoniere della storia dei Mondiali. E quando lo hanno visto alzare quella coppa al cielo, traguardo più atteso e desiderato della sua carriera, in molti dietro a quel successo avranno visto con una punta di orgoglio un po’ di Lazio.

 

Più di 100 presenze e tanti gol importanti, mai banali, in ogni competizione, culminati con la storica cinquina al Bologna, che lo hanno proiettato nella top 25 dei migliori marcatori della storia del club. Le sue qualità hanno attirato le attenzioni di molte squadre. Dal vincente Barcellona, ai milionari club statunitensi e degli Emirati Arabi, fino alla Bundesliga, ma le offerte sono state puntualmente rispedite al mittente.  Klose che rinnovava il suo contratto di anno in anno alla fine ha sempre scelto la Lazio.

Se molti suoi colleghi non disdegnano di riempire le pagine dei rotocalchi, Klose ha sempre vissuto lontano dai riflettori lasciando ai giornalisti il compito di parlare di lui solo per le sue qualità agonistiche e il fair play. Ma un po’ di lui è emerso dai racconti di compagni, allenatori e quanti in ambito sportivo lo vivono ogni giorno. Così abbiamo imparato a conoscere la sua cultura del lavoro e la  morigeratezza, chiave della longevità, la generosità nel dispensare consigli soprattutto ai più giovani e l’umiltà di chi a fine partite invece di correre con gli altri giocatori sotto la doccia si ferma ad aiutare gli addetti  a raccogliere i palloni. Qualità che si riversano anche sul rettangolo di gioco facendo di lui un leader silenzioso apprezzato e riconosciuto da tutti. Sono passati gli anni e tre allenatori si sono succeduti sulla panchina della Lazio e per ognuno di loro Klose è stato un punto di riferimento imprescindibile fino a quando le condizioni fisiche glielo hanno permesso.  Il campione tedesco si è ritagliato un ruolo di spicco nella storia del club laziale,  che risulta essere insieme al Kaiserslautern quello in cui ha militato per più anni e se quello tedesco ha rappresentato il suo esordio, con quello italiano chiude il suo brillante ciclo. Il suo però non è un saluto definitivo al mondo del calcio. In estate inizierà il corso per diventare allenatore e poi ripartirà dalle giovanili della Federcalcio tedesca.

 

Il suo addio non giunge del tutto inatteso, ma non per questo risulta meno doloroso. Klose lascerà un vuoto incolmabile nella squadra e nei tifosi, non solo per le prestazioni quindi ma anche per lo spessore dell’uomo e per il prestigio internazionale che le ha conferito nel momento in cui l’ha scelta e che ha tenuto alto col suo comportamento e riscegliendola ogni anno fra tante altre pretendenti. La speranza è che questo distacco sia solo temporaneo e che un giorno potremo rivederlo in veste diversa nella società. Intanto c’è ancora metà stagione da giocare e conoscendo Klose non è escluso che ancora una volta si carichi la squadra sulle spalle per trascinarla silenziosamente verso traguardi importanti. Eh già, conoscendolo potrebbe trarre proprio dal suo addio l’ultimo stimolo della carriera. Il tempo è ormai agli sgoccioli, ne rimane giusto quello per un'altra impresa e giusto per sentire ancora una volta i tifosi  accompagnarlo al coro di “ce l’abbiamo solo noi Miro Klose gol

 

di Stefania D'Agostino
 





Responsive image
Responsive image


CULTURA

Responsive image

L’intrattenimento guarda al futuro: come cambia secondo Sergio Brancato

Il modo di vivere delle persone è stato radicalmente cambiato dall’impatto del...




Responsive image

MUNICIPIO DEL MARE

Per l'estate 2018 previste 90 proiezioni gratuite al centro del porto turistico di Ostia