Randagismo in Italia: l'emergenza denunciata da Michele Anzaldi Settecentocinquantamila cani in attesa di essere adottati. Il deputato Pd scrive al Ministero della Salute, tra le proposte : tassa per i cani non a riproduzione che non siano sterilizzati. Immediata la risposta di Pietro Fassino, presidente dell'Anci - www.Pontilenews.it


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CRONACA

 

15-01-2016

Randagismo in Italia: l'emergenza denunciata da Michele Anzaldi

Settecentocinquantamila cani in attesa di essere adottati. Il deputato Pd scrive al Ministero della Salute, tra le proposte : tassa per i cani non a riproduzione che non siano sterilizzati. Immediata la risposta di Pietro Fassino, presidente dell'Anci


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Randagismo in Italia: è emergenza. La denuncia arriva da Michele Anzaldi, deputato del Pd, in una lettera inviata al Ministero della Salute. Svariate le proposte avanzate del deputato, tra queste la sterilizzazione è posta in primo piano: Anzaldi ipotizza l’istituzione di una tassa annuale per i cani non a riproduzione, che non siano sottoposti a sterilizzazione. Necessario sarebbe anche uniformare a livello nazionale la regolamentazione, in modo tale da renderla omogenea e non gestibile in modo differente tra i vari comuni o regioni. Immediata la risposta di Piero Fassino, presidente dell’Anci, l’Associazione dei Comuni Italiani, il quale, in merito alla questione del randagismo, ha affermato «estremamente avanzate le norme, gravemente carente l’attuazione». Fassino si è dimostrato favorevole a indirizzare il suo impegno proprio a favore dell’implementazione delle norme, e all’istituzione di un Tavolo per l’elaborazione di linee guida.

 

Risale al 1991 la Legge quadro in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo: meglio conosciuta come Legge 281/91. Tra i punti centrali della norma: il divieto di condurre alla morte o sottoporre a esperimenti di vivisezione, i cani ospiti di canili comunali o rifugi privati, l’obbligo di iscrizione del cane all’anagrafe canina, e la sanzione pecuniaria per l’abbandono dell’animale. Quali sono stati i risultati della legge 281/91 a venticinque anni di distanza dalla sua promulgazione? Settecentocinquantamila i cani che sono in attesa di adozione  costretti a vivere in canili: una situazione che lede profondamente il diritto di libertà di qualsiasi essere vivente, oltre a costituire un ingente costo per i comuni.

 

Settemila euro: è questo il costo di un cane detenuto in un canile, una cifra ingente calcolando i numeri di amici a quattro zampe che popolano le strutture. Tra le proposte di Anzaldi  compare quindi anche quella per una programmazione nella gestione dei canili, i contributi da essi ottenuti infatti, variano in base al numero di cani che vivono nella struttura: più cani si hanno, più soldi si ricevono. Il fenomeno del randagismo sembra essere più diffuso nel Sud Italia. «L’abbandono di un animale è un atto crudele e degradante» recita così la Dichiarazione universale dei diritti dell’animale, un documento siglato nel 1978 nella sede parigina dell’Unesco.

 

Quale potrebbe essere una soluzione al randagismo? Nel sito web del Ministero della Salute si parla di diffusione della cultura di  “Possesso responsabile” per far fronte al fenomeno «Quasi una famiglia su due convive con un animale domestico e più di tre con un cane o un gatto. Il rapporto con gli animali domestici tuttavia in molti casi è basato sull’improvvisazione e sull’emotività». Un animale non è un giocattolo, e non può essere dismesso nel momento in cui ci si stanchi di assolvere ai doveri di responsabilità: una campagna di sensibilizzazione in merito a questo, potrebbe aiutare a riflettere sul grande impegno che comporta l’adozione di un animale d’affezione.

 

Per far sì che diminuisca l’ingente numero di animali relegati nei canili o gattili, sarebbe necessaria una campagna di sensibilizzazione per le adozioni, la quale dovrebbe indurre le persone a non comprarli, ma a dare loro una dignitosa opportunità di vita. Abbandonare un animale è tradire la sua fedeltà. Ghandi scriveva «La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali»

di Giulia Morici
 





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