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CRONACA

 

26-01-2016

Case degli orrori: chi vive nei luoghi teatro di delitti e violenze?

La casa di via Poma, lo chalet di Cogne, la villa del Circeo, l’appartamento di Erba, la villetta di Novi Ligure: cosa succede quando i riflettori si spengono?


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Certi luoghi sembrano farsi carico di un'aurea di mistero che mai li abbandonerà. Nella storia dei delitti italiani, molte abitazioni sono state teatro di efferati omicidi e, talvolta, anche meta di turismo macabro; è il caso di Avetrana e del delitto della piccola Sarah. Alcune di queste storie ci hanno rapito e turbato, forse perché qualcuno ce le ha sapute raccontare, o forse semplicemente perché i luoghi di queste terribili vicende contengono quello che gli antichi romani chiamavano genius loci, ovvero lo spirito del luogo, che ancora lascia parlare molto di sé. La casa di via Poma, lo chalet di Cogne, la villa del Circeo, l’appartamento di Erba, la villetta di Novi Ligure: chi vive oggi nelle case degli orrori? Cosa succede quando i riflettori si spengono? E quanto tempo ci vuole affinché i segni dei crimini scompaiano definitivamente?

 

La casa dell'omicidio di Meredith Kercher. Nel novembre del 2007 Meredith Kercher veniva uccisa brutalmente nella sua abitazione. La casa, situata in via della Pergola a ridosso del centro storico di Perugia, una volta conclusosi il processo a Raffaele Sollecito e Amanda Knox, dichiarati estranei al delitto, è stata ristrutturata dopo il dissequestro avvenuto nell'ottobre 2009. Dopo essere rimasta a lungo vuota, l'abitazione è stata poi affittata ad alcuni giovani studenti. Infine, la proprietaria, un'anziana di Roma, l'avrebbe venduta per poco più di 100mila euro, nonostante la cifra iniziale fosse di oltre 450mila euro.

 

La casa della famiglia Misseri. Il 26 agosto del 2010, la piccola Sarah Scazzi veniva uccisa in via Deledda ad Avetrana. Mentre la zia Cosima e la cugina Sabrina stanno scontando la pena per l'omicidio della quindicenne, oggi in quell'abitazione abita Michele Misseri, unico residente che si è blindato innalzando attorno alla villa una rete di metallo.

 

La casa del delitto di Cogne. Il 30 gennaio 2002, nello chalet in legno e pietra di Montroz di Cogne, il piccolo Samuele Lorenzi, 3 anni, veniva ucciso dalla madre AnnaMaria Franzoni. L'abitazione è rimasta sotto sequestro fino al 2013, per poi ritornare alla famiglia Lorenzi: in casa, fino ad oggi, non si è però più visto nessuno.

 

La villetta del giallo di Garlasco. Il 13 agosto 2007, in via Pascoli, veniva consumato il delitto di Chiara Poggi. Quest'anno arriva la sentenza definitiva per il fidanzato di lei, Alberto Stasi condannato per l'omicidio di Chiara. La casa è rimasta sequestrata per otto mesi, ma i genitori e il fratello della giovane vittima sono tornati ad abitarla 225 giorni dopo il delitto, precisamente a partire dal 16 aprile 2008.

 

La casa della strage di Erba. L'11 dicembre 2006, nella cascina di Via Diaz, quattro persone venivano uccise con ferocia: Raffaella Castagna e suo figlio Youssef, 4 anni, Paola Galli, la nonna, e Valeria Cherubini, vicina di casa. Unico superstite Mario Frigerio marito di quest’ultima.  I coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi, i vicini di casa delle vittime, sono stati condannati all'ergastolo per quella che è passata alla storia come strage di Erba. L'appartamento oggi è a disposizione della Caritas Ambrosiana, per ospitare nuclei familiari in difficoltà. L'appartamento di Olindo e Rosa è stato invece venduto all'asta.

 

La villa del massacro del Circeo.  La notte del 23 settembre del 1975 veniva uccisa la 19enne Maria Rosaria Lopez mentre l’amica, Donatella Colasanti, nonostante le sevizie e le violenze subite, riuscì a sopravvivere fingendosi morta: la ragazza venne ritrovata all'interno del bagagliaio di una macchina insieme al cadavere dell'amica. Ritenuti responsabili tre giovani della Roma bene: Giovanni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira,  che invitarono all’interno della villa di quest'ultimo, a Punta Rossa, le due ragazze seviziandole per 36 ore. Dopo il dissequestro la villa del Circeo, che sorge su un promontorio che visto dal mare si dice assomigli al profilo della maga Circe, rimase a lungo sfitta e disabitata fino ad essere venduta, più di sette anni fa, a nuovi proprietari che nessuno conosce.

 

La casa del delitto di Novi Ligure. Nel febbraio del 2001, nella villetta a due piani in via  don Beniamino Dacatra, a Novi Ligure, Erika e Omar, all'epoca minorenni, uccisero la madre e il fratello di lei: Susy Cassini, 42 anni, e Gianluca di 11. Dopo il dissequestro, l’ingegner Francesco De Nardo è tornato a vivere nell'appartamento.

 

La villa del giallo Francesca Vacca Agusta. L'8 gennaio del 2001, la contessaFrancesca Vacca Agusta  scompare misteriosamente nel nulla: esce in pigiama e ciabatte sotto la pioggia, scavalca il muretto a picco sul mare del giardino e scivola in mare. Omicidio o suicidio? Il suo cadavere verrà ritrovato circa 40 giorni dopo in Costa Azzurra. Oggi la Villa Altachiara, a Portofino è stata venduta a una società di Cipro, la Miasdor Investments Ldt, che fa capo a una magnate russo. 

 

La casa del delitto via Carlo Poma. Il  7 agosto del 1990, Simonetta Cesaroni, all'età di 21 anni, veniva uccisa a Roma nel suo appartamento: le vennero inflitte 29 coltellate. Oggi nella stessa abitazione si trova uno studio notarile.

 

Alcune di queste case degli orrori, oggi, hanno nuovi abitanti: dal male al bene, in una sorta di redenzione capace di dare un senso al dolore dei familiari delle vittime, ciò che forse non le abbandonerà mai è il mistero che le avvolge.

di Giulia Bordini
 





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