Visita Rohani: l’Italia oscura le proprie opere d’arte per paura di essere oscurata A differenza della Francia, l’Italia cede al compromesso iraniano e non si fa scrupoli nel liberarsi della sua storia - www.Pontilenews.it


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CULTURA

 

26-01-2016

Visita Rohani: l’Italia oscura le proprie opere d’arte per paura di essere oscurata

A differenza della Francia, l’Italia cede al compromesso iraniano e non si fa scrupoli nel liberarsi della sua storia


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Sta creando molto scalpore il cerimoniale usato in occasione della visita del presidente iraniano Hassan Rohani in Campidoglio. Per l’occasione infatti sono state “inscatolate” alcune delle opere d’arte che agli occhi del presidente iraniano  potevano sembrare troppo lascive, per non dire pornografiche. Prima della visita - durante il sopralluogo della delegazione iraniana nella sala Esedra dei musei capitolini, dove Rohani doveva partecipare a una conferenza stampa - saltò agli occhi dei componenti un dettaglio sconcertante: il bronzeo cavallo che porta in groppa l’imperatore Marco Aurelio, non era provvisto di reali calzoni. La stessa delegazione, sull’orlo di una crisi di nervi, non potette neanche evitare l’oltraggiosa visione delle veneri seminude poste nel corridoio adiacente alla sala, alcune delle quali come in una profetica rivelazione sono immortalate nell’atto di coprirsi le nudità prosperose.

 

Si è parlato così di “forma di rispetto nei riguardi della cultura e della sensibilità iraniana”. Forse avevamo proprio paura che il presidente Rohani arrossisse, tanto per parafrasare il titolo che il Guardian ha dedicato alla vicenda che, a quanto pare, non ha creato scalpore solamente in Italia. E così l’accondiscendenza che abbiamo dimostrato nei riguardi degli usi mediorientali è stata ripagata con una beffa internazionale. Ci si chiede ora se il gesto di oscurare, anche solo per qualche ora, ciò che in quel momento rappresentava la storia del nostro Paese e perché no, della civilizzazione occidentale – fosse il giusto prezzo da pagare per non far oscurare noi stessi agli occhi del ricco Iran. Dopotutto l’Iran è una potenza da tenersi amica, secondo l’Economist infatti nei prossimi dieci anni il Pil iraniano potrebbe superare quello saudita e turco, per non parlare delle sue riserve di gas e di petrolio che lo inseriscono tra i primi Paesi al mondo, inoltre è il primo produttore di acciaio e vanta un settore tecnologico molto avanzato.

 

Insomma Renzi, o chi per lui, forse aveva paura che la sua opera di rilancio della cooperazione tra i due paesi facesse la stessa fine dell’immagine di Michele Obama durante una visita in Arabia Saudita dove pagò il prezzo di non aver indossato il velo per coprirsi il capo. La sorte che le toccò fu l’oscuramento della sua immagine in tutte le televisioni arabe.     

di Clara Pellegrino
 





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