Allarme terrorismo alla stazione Termini. L'uomo con il fucile giocattolo non si è accorto di nulla Luca, quarantenne e separato, stava andando dal figlio: il fucile giocattolo era un regalo per quest'ultimo. Per l'uomo potrebbe scattare l'accusa di procurato allarme - www.Pontilenews.it


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CRONACA

 

27-01-2016

Allarme terrorismo alla stazione Termini. L'uomo con il fucile giocattolo non si è accorto di nulla

Luca, quarantenne e separato, stava andando dal figlio: il fucile giocattolo era un regalo per quest'ultimo. Per l'uomo potrebbe scattare l'accusa di procurato allarme


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Roma. «Se fossi stato un vero terrorista ne avrei combinate di cotte e di crude» sono le parole di Luca, l’uomo che, inconsapevolmente, ha fatto scattare l’allarme terrorismo nella stazione Termini a Roma. È accaduto lo scorso 25 gennaio: sono le 19:00 circa nella capitale, l’uomo si trova nella nota stazione Termini, cammina sulla banchina portando con sé un’arma: nessuno può immaginare che si tratti in realtà di un fucile giocattolo. Panico e paura tra i passeggeri, scatta il piano antiterrorismo, ma Luca sembra non accorgersi di niente, e prosegue il suo viaggio fino alla stazione Anagni. Il pizzaiolo, quarantenne e separato, si sta recando dal figlio: il fucile giocattolo è proprio un regalo per quest’ultimo.

 

«Mi è venuto da ridere perché non avrei mai immaginato una cosa del genere». Per Luca, ignaro del panico che ha creato, ciò che è avvenuto lo scorso 25 gennaio sembra essere un’esagerazione. Da una prima ricostruzione dei fatti, avvalorata dalle immagini delle telecamere di servizio, l’uomo avrebbe aspettato il treno con il fucile giocattolo in mano, oltretutto per un tempo abbastanza prolungato: nessuno gli ha detto nulla, dunque Luca sostiene che il panico tra i passeggeri sia scattato in un secondo momento, quando lui era già a bordo del treno. L’uomo è stato sottoposto a un lungo interrogatorio: su di lui potrebbe pendere l’accusa di procurato allarme, anche se il suo fucile sembra essere stato provvisto di tappo rosso, come richiesto dalla normativa.

 

Luca è descritto come un bravo ragazzo, con un’inclinazione a ritrovarsi involontariamente nei guai: lo sostiene il suo collega di lavoro, il cuoco della pizzeria dove l’uomo, coinvolto nella vicenda, presta servizio da svariato tempo. Da tutta questa vicenda, sorge spontaneo un interrogativo: se l’arma fosse stata vera, e non un fucile giocattolo, cosa sarebbe accaduto quella sera nella stazione Termini? Da quanto si può evincere dall’accaduto, probabilmente qualsiasi malintenzionato avrebbe potuto girare indisturbato anche con un’arma vera e propria: le conseguenze sono facilmente deducibili.

 

di Giulia Morici
 





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