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CRONACA

 

16-02-2015

L’Isis uccide 21 egiziani, l’Egitto bombarda basi dell’Isis e arrivano le minacce per Roma

Nell’ultimo video con le decapitazioni degli egiziani copti ci sono anche minacce alla nostra Capitale


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Il boia dei 21 egiziani copti, rapiti tra la fine di dicembre e gennaio, nell’ultimo video messaggio diffuso dall’Isis annuncia: “Ci avete visti in Siria, ora siamo qui, a sud di Roma”.  Il messaggio era intitolato “messaggio firmato con il sangue alla Nazione della Croce” e sembrerebbe essere attribuito a un gruppo che si identifica come “Lo Stato Islamico della provincia di Tripoli”. Le immagini lasciano come sempre sbigottiti dalla crudeltà di cui sono capaci: la sfilata in tuta arancione degli ostaggi, gli accompagnatori incappucciati e poi fatti inginocchiare. Successivamente una frase fatidica:  “Avete buttato il corpo di Osama bin Laden in mare, mischieremo il suo sangue con il vostro”.

 

A questo affronto il Presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha annunciato che l’Egitto “si riserva di rispondere nei modi e nel momento che riterrà opportuni”. Nel frattempo però ha immediatamente inviato il ministro degli Esteri, Sameh Shukri, a New York per chiedere al Consiglio di Sicurezza dell’Onu una risposta internazionale. Contemporaneamente l'Egitto ha bombardato delle postazioni dell'Isis in Libia presso Bengasi e Sirte con i loro aerei.

 

Il Presidente della Repubblica francese, Francois Hollande, si è sentito telefonicamente con il Presidente Egiziano Al-Sisi puntando l’attenzione sul l'importanza che “il Consiglio di Sicurezza si riunisca subito e che la comunità internazionale decida nuove misure per far fronte” a questa minaccia: l'estensione delle operazioni dello stato islamico in Libia. Anche Putin si rende disponibile a “cooperare con l'Egitto”.

 

Riguardo alla minaccia che l’Italia ha ricevuto il premier libico si è esposto affermando che: “L'Isis si sposterà in Italia” se non si prenderanno provvedimenti. Inoltre ha chiesto pubblicamente “sostegno alla Libia e intraprendere subito azioni militari” appunto per bloccare l’espansione in Europa dell’Isis. In Italia Alfano, Ministro dell’Interno, ha convocato d’urgenza una riunione al Viminale per affrontare le problematiche relative all'immigrazione e al terrorismo dopo i fatti della Libia. Per questo il ministro ha cancellato il viaggio programmato a Napoli dove doveva prendere parte ad un comitato per l'ordine e la sicurezza.

 

A tutto questo Renzi ha affermato che in materia di politica estera “bisogna essere uniti e coesi e non utilizzarla per creare dissidi interni”. L’Italia sta dimostrando di stare sul pezzo ma l’invio di soldati al fronte non sembra essere un idea che possa funzionare. Una cosa è sicura: l’Isis si sente sempre più forte ed è una minaccia reale, non molto lontana da casa nostra, che va affrontata e debellata.

 





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