Primarie Usa: l’Iowa riserva le prime sorprese Hillary Clinton batte di misura Bernie Sanders, mentre tra i repubblicani è Ted Cruz a trionfare. Dura sconfitta per Donald Trump sul quale ha recuperato terreno anche Marco Rubio - www.Pontilenews.it


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ESTERI

 

02-02-2016

Primarie Usa: l’Iowa riserva le prime sorprese

Hillary Clinton batte di misura Bernie Sanders, mentre tra i repubblicani è Ted Cruz a trionfare. Dura sconfitta per Donald Trump sul quale ha recuperato terreno anche Marco Rubio


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Le primarie Usa che decreteranno i due candidati che si andranno a sfidare per la presidenza americana sono appena iniziate e già presentano colpi di scena importanti. Ieri, infatti, si è votato nel piccolo stato dell’Iowa, quello che storicamente dà l’avvio alle votazioni, e i risultati hanno già fornito alcune significative indicazioni sia per i democratici, sia per i repubblicani. Riguardo i primi, la notizia è che la grande favorita della vigilia, Hillary Clinton, ha effettivamente vinto, ma in pochi si sarebbero aspettati un successo così risicato nei confronti del rivale Bernie Sanders. Sul fronte repubblicano, invece, è arrivata la prima secca batosta per Donald Trump staccato nettamente da Ted Cruz e incalzato da quello che fino ad ora era considerato un vero e proprio outsider, il senatore della Florida Marco Rubio.

 

Ma andiamo per ordine partendo dalla situazione dei democratici. In questo primo caucus delle primarie Usa, dopo ore di conteggio, l’ex first lady Hillary Clinton ha potuto tirare un sospiro di sollievo. Il 49,9% dei voti ottenuti e i 23 delegati democratici assegnati, infatti, non fanno dormire sogni tranquilli alla principale favorita per la Casa Bianca. Il suo grande rivale, il senatore del Vermont Bernie Sanders, si è fermato a quota 49,5% con un totale di 21 delegati ottenuti. Un testa a testa, dunque, entusiasmante quello tra i due candidati che proseguirà per tutte le primarie ma, almeno per il momento, non regala certezze ai diretti interessati. La situazione, infatti, appare caldissima. Sanders ha chiesto al partito di procedere con il conteggio voto per voto, per avere la certezza che i calcoli siano stati corretti. Considerato l’esiguo distacco tra i due candidati, in alcune circoscrizioni dell’Iowa si è addirittura ricorso al lancio della monetina per decretare il vincitore. La Clinton, con questo particolare sistema previsto comunque dalle regole, ha superato Sanders nelle circoscrizioni di West Davenport, Des Moines e Ames.

 

E ora? La Clinton dovrà attuare un campagna elettorale certamente più incisiva, mentre il buon risultato ottenuto da Sanders gli consente di continuare la propria corsa alla Casa Bianca con più vigore di prima. “All'inizio della mia campagna ero staccato di 40 punti. Ho fatto una campagna senza mezzi, senza grandi finanziatori" ha commentato il senatore del Vermont. Vincere nello stato dell’Iowa, in realtà, non conta molto politicamente parlando dunque i giochi rimangono più aperti che mai, considerando che il primo verdetto di queste primarie 2016 ha evidenziato una sostanziale parità tra i due candidati democratici. Martin O’Malley, infatti, ha deciso di ritirare la propria candidatura, a dimostrazione di essere l’unica vera vittima di questa prima tornata elettorale. Martedì 9 saranno chiamati a votare i cittadini del New Hampshire e poi, via via, toccherà agli altri stati fornire indicazioni più precise.

 

All’interno del partito repubblicano, invece, la situazione è completamente differente. Qui un vincitore c’è eccome. Si tratta del senatore del Texas Ted Cruz che si è imposto nettamente sull’imprenditore Donald Trump, grande favorito e certamente il più discusso candidato di queste primarie. Cruz si è imposto con il 27,7% dei voti conquistando 8 delegati, mentre Trump, fermo al 24,3% con 7 delegati eletti, vede ora mettere a rischio la propria posizione anche da Marco Rubio, vera sorpresa del caucus repubblicano, il quale ha ottenuto il 23,1% dei voti e 7 delegati. Staccati di molto, invece, tutti gli altri candidati alla nomination repubblicana a partire da Ben Carson e da Jeb Bush che hanno ottenuto, rispettivamente, il 9,3% e il 2,8% dei voti.

 

Grazie all’efficiente campagna elettore e alla macchina organizzativa messa in piedi in Iowa, Cruz è riuscito nell’impresa di superare il temibile Trump, sostenuto da molti all’interno del partito. “Questa è una vittoria della base. L'establishment del partito aveva puntato su altri” ha tenuto, infatti, a precisare il senatore del Texas. Donald Trump, invece, è apparso molto pragmatico e tranquillo, nonostante l’inaspettato affondo: “Quando annunciai la mia candidatura il 16 giugno mi dissero che nell'Iowa non dovevo neppure presentarmi perché non sarei arrivato neanche tra i primi dieci. Sono onorato di essere arrivato secondo, congratulazioni a Ted Cruz, e ci rivediamo la settimana prossima nel New Hampshire”. Grandi festeggiamenti, invece, tra lo staff di Marco Rubio, il candidato “moderato” che sembra essere pronto a mescolare le carte tra i repubblicani e a prendersi il favore, a questo punto, anche dei sostenitori di Bush, ormai quasi tagliato fuori dalla corsa alla Casa Bianca. Così come i democratici, anche la compagine repubblicana sarà chiamata all’esame New Hampshire martedì 9. Ma la strada che porta alle Convention dei due partiti, dalle quali emergeranno i nomi dei due sfidanti per la presidenza, è ancora lunga e da qui al 14 giugno, data delle ultime primarie a Washington D.C., tutto può succedere. 

di Chiara Ciripicchio
 





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