Texas: primo caso di trasmissione per via sessuale del virus Zika Un paziente è stato contagiato dopo aver avuto un rapporto con il partner appena tornato dal Venezuela. Si aprono ora nuovi, delicati scenari sulla malattia - www.Pontilenews.it


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ESTERI

 

03-02-2016

Texas: primo caso di trasmissione per via sessuale del virus Zika

Un paziente è stato contagiato dopo aver avuto un rapporto con il partner appena tornato dal Venezuela. Si aprono ora nuovi, delicati scenari sulla malattia


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Non solo punture di zanzare, il virus Zika si trasmetterebbe anche attraverso un rapporto sessuale. È quanto dichiarato dalle autorità sanitarie del Texas, negli Stati Uniti, dove è stato accertato il primo caso di trasmissione del virus per via sessuale. Il paziente in questione, secondo quanto riferito dal Dallas County Health and Human Service Department, avrebbe contratto il virus dopo aver avuto un rapporto con una persona già infettata di ritorno dal Venezuela. Zika si sta velocemente diffondendo e al momento sono circa 28 i paesi nei quali è presente il virus, definito “un’emergenza di salute pubblica mondiale” dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Tra questi ci sono il Costarica, il Nicaragua, le isole Samoa, il Messico, il Paraguay, Capo Verde e il Brasile.

 

In verità, già nel 2008 uno studioso di malaria, dopo aver contratto il virus Zika, aveva trasmesso l’infezione alla moglie dopo il suo ritorno in Colorado e nel 2013 era stata individuata la presenza del virus nello sperma di un paziente durante un’epidemia nella Polinesia frances,e ma quello riscontrato in Texas risulta essere il primo caso di trasmissione sessuale effettivamente accertato. Finora, infatti, gli scienziati avevano solamente sospettato che il virus potesse essere trasmesso anche attraverso rapporti non protetti. Le autorità sanitarie texane hanno, inoltre, aggiunto che al momento non esistono casi di contagio locale ma l’allarme resta alto in relazione a tutti quei viaggiatori che torneranno da territori come l’America Latina o i Caraibi, i più colpiti dall’epidemia. La contrazione del virus provoca nel paziente sintomi poco preoccupanti, come febbre o eruzioni cutanee, e non dannose, mentre la Zika è estremamente pericolosa se contratta da donne in stato di gravidanza. Si sospetta, infatti, che il virus provochi gravi casi di malformazione nei neonati i quali, colpiti da microcefalia, nascono con la testa molto più piccola rispetto al resto del corpo, con conseguenti ritardi mentali.

 

Considerata la difficile situazione, il Center for defence control and prevention americano ha rivolto un appello a tutte le donne incinte a evitare di effettuare viaggi nei paesi dell’America Latina più colpiti dal virus. Intanto, l’Unicef ha lanciato una raccolta fondi per cercare di raggiungere quota 9 milioni di dollari che saranno destinati a specifici programmi mirati a limitare la diffusione del virus Zika. Per quanto riguarda la trasmissione della malattia per via sessuale, invece, al momento non esistono ancora delle linee guida specifiche da seguire. La raccomandazione delle autorità sanitarie è quella di utilizzare il preservativo nel caso in cui si abbiano dei rapporti sessuali con persone rientrate da poco dai paesi interessati dal virus. Tuttavia, sono ancora molti i punti oscuri da chiarire. Ad esempio, non è ancora stato accertato per quanto tempo una persona più essere considerata contagiosa dopo aver contratto la Zika o se lo sia già prima che i sintomi della malattia si manifestino. Inoltre, il virus può essere trasmesso anche attraverso le trasfusioni di sangue. A tal proposito, l’Oms ha consigliato a tutti i donatori di non procedere con donazioni di sangue se hanno viaggiato negli ultimi 28 giorni nei paesi maggiormente colpito dal virus. 

di Chiara Ciripicchio
 





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