Ostia Antica: il Carnevale dimenticato Bellissimi carri realizzati dai cittadini, cortei mascherati e la partecipazione di un numerosissimo pubblico: era il Carnevale di Ostia Antica, ma oggi ne è rimasto solo il fantasma - www.Pontilenews.it


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MUNICIPIO TERRITORIO

 

04-02-2016

Ostia Antica: il Carnevale dimenticato

Bellissimi carri realizzati dai cittadini, cortei mascherati e la partecipazione di un numerosissimo pubblico: era il Carnevale di Ostia Antica, ma oggi ne è rimasto solo il fantasma


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Ostia Antica. Un cassetto colmo di fotografie e una moltitudine di ricordi che affiorano nella mente; correvano gli anni Ottanta e Novanta. A distanza di molto tempo, Ostia Antica si domanda: che fine ha fatto il Carnevale che si festeggiava in quegli anni, un’emozione per chi lo organizzava e per il numerosissimo pubblico? Un ricordo sepolto dal tempo: eppure il Carnevale a Ostia Antica si festeggiava in grande. Bellissimi carri che sfilavano nelle strade della cittadina, colori, coriandoli, occhi incantati di grandi e piccini: a raccontarlo è Giuliano, un cittadino che partecipò in prima linea alla realizzazione dei carri.

 

Tutto ebbe inizio nel 1985: l’idea si originò dalla scuola delle suore di Ostia Antica. Molte persone si riunirono per mettere a disposizione le proprie capacità: nel cucito, nel disegno, o ancora nella pittura, o nella saldatura dei materiali che avrebbero costituito i carri. Ognuno di loro impiegò il proprio tempo libero: la costruzione dei carri rappresentava una sorta di dopolavoro. Fondamentale fu il ruolo dei contadini di Ostia Antica: inizialmente furono loro a mettere a disposizione il luogo dove venivano depositate le realizzazioni, e i trattori per trainare i carri. Nel 1987 l’idea iniziò a concretizzarsi ancora di più: «In quell’anno si cominciarono a costruire i carri con un certo impegno, ci si lavorava qualche mese» racconta Giuliano. Ogni zona realizzava la sua opera d’arte: Stagni, Dragona, Dragoncello, le Saline e Centro Uno (in quest’ultimo operava il nostro intervistato).

 

Prima della realizzazione dei carri, tutti i partecipanti si incontravano in una riunione preliminare: qui si discutevano i temi da realizzare, e tra questi non mancavano di certo quelli riguardanti l’attualità. Tra i primi soggetti rappresentati ci furono personaggi di Walt Disney: nella mente di Giuliano affiora il ricordo dei celebri paperi "Qui Quo Qua". A finanziare la realizzazione dei carri furono gli sponsor: ogni gruppo aveva a disposizione all’incirca ottocentomila lire da investire nella propria realizzazione. Nessuno scopo di lucro: è questo che rendeva l’iniziativa ancora più nobile. Le occasioni in cui si riunivano sono state descritte da Giuliano come dei bei momenti di aggregazione: si rideva e scherzava, e fare spesso “le ore piccole” non aveva alcun peso per loro, nonostante la giornata di lavoro alle spalle. Si lavorava tutti insieme per costruire qualcosa. Collaborazione: era questa la parola chiave. Arrivava poi il momento di mostrare le proprie opere nella sfilata del Carnevale, dove non poteva di certo mancare un corteo mascherato: il pubblico doveva acquistare un biglietto per assistere a quel bellissimo spettacolo.

 

Perché è finito tutto? Nei tre anni che precedettero la fine della ricorrenza (nel 1996), si cominciarono a istituire dei premi per omaggiare il carro più bello, così da rendere l’evento una competizione: è questo uno dei motivi che hanno portato al declino del Carnevale di Ostia Antica. La mancanza di un punto di ritrovo: più volte i partecipanti avanzarono la richiesta di poter usufruire di uno spazio coperto dove poter depositare i carri, o nel quale avere la possibilità di lavorare tutti insieme, ma nessuno ascoltò questo desiderio. Negli anni fu avanzata anche la proposta di istituire la ricorrenza di un Carnevale nel periodo estivo: dai carri non sarebbero stati lanciati coriandoli, bensì dell’acqua. Le idee c’erano, lo spirito anche: oggi però, del Carnevale di Ostia Antica rimane solo il fantasma. Un tuffo nel passato, e una speranza per il futuro di vedere realizzate ancora simili iniziative. Abbiamo posto un’ultima domanda a Giuliano, gli abbiamo chiesto se provi nostalgia per quei tempi: la sua risposta è stata immediata, e con un bel sorriso ci ha risposto di sì. 

di Giulia Morici
 





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