La Lazio perde con i partenopei ma la vera sconfitta si consuma sugli spalti Gara sospesa per alcuni minuti a causa di cori di dissenso nei confronti della società che si travestono di buuu e canti razziali ma sono tantissimi i tifosi laziali che non ci stanno e condannano l’accaduto. - www.Pontilenews.it


Responsive image


Dialoga con PontileNews: 06.56566573 - redazione@pontilenews.it

SPORT

 

04-02-2016

La Lazio perde con i partenopei ma la vera sconfitta si consuma sugli spalti

Gara sospesa per alcuni minuti a causa di cori di dissenso nei confronti della società che si travestono di buuu e canti razziali ma sono tantissimi i tifosi laziali che non ci stanno e condannano l’accaduto.


Responsive image

La Lazio perde all’Olimpico contro un Napoli maestoso e cinico. Gli uomini di Sarri vincono riuscendo a sfruttare due errori difensivi dell’arrembante squadra capitolina che dal primo minuto cerca di attaccare gli spazi lasciando loro poco respiro. La differenza tra le due squadre è evidente: il Napoli è una squadra matura e che sa il fatto suo, aspetta e colpisce. Il primo posto in classifica non è frutto di casualità. La Lazio ci prova ma nulla può, soprattutto in una giornata in cui mancano uomini chiave come Biglia e Pioli deve fare i conti con la risicata rosa a disposizione. Il malcontento serpeggia dall’inizio della gara. La mancanza di Interventi sul mercato che, a onor del vero, sarebbero stati necessari a rinforzare la rosa è solo l’ultima goccia di una situazione che sta diventando insostenibile e che ha serie ripercussioni sull’andamento della squadra.

 

A fare da cornice alla partita, infatti, cori di dissenso nei confronti della società che si travestano poi di buuu nei confronti del malcapitato Koulibaly e canti razziali contro i napoletani,  fino a esplodere alla metà del secondo tempo quando l’arbitro decide di interrompere la partita. Le voci degli altoparlanti vengono sommersi da toni sempre più alti che si irradiano da ogni parte dello stadio. Non è solo la Nord come in molti dicono, cosi come sono tantissimi i tifosi che esprimono il loro dissenso per quanto sta accadendo. Ma il dissenso non ha voce in capitolo sul momento perché è silenzioso e non può sommergere la veemenza della protesta. Aspetta per esplodere la fine della partita e dilaga sulle pagine dei social network. La spaccatura in seno alla tifoseria è ormai profonda quanto insanabile. Sono tantissimi i supporter biancocelesti che non ci stanno a passare per razzisti e che si sentono ancora portatori di quei sani valori dello sport che il laziale ha sempre rivendicato.

 

Non si tratta più di essere favorevoli o contrari a Lotito. Sono molti anche i dissidenti della Nord, lontano da mesi dallo stadio per via della protesta contro le barriere imposte dal prefetto, che condannano il gesto, consapevoli del grandissimo danno di immagine creato anche a loro. Quanti tentano di giustificare l’accaduto con i fischi con cui i partenopei sommersero l’Olimpico durante il minuto di silenzio per la morte di Chinaglia, avvenuta nel 2012, dimenticano che una delegazione della Curva Nord, quando nel 2014 avvennero i fatti che portarono alla morte di Ciro Esposito, fu la prima a offrire sostegno alla famiglia, dando prova della solidarietà e della grandezza d’animo dei tifosi della Lazio. I veri laziali presenti ieri allo stadio si sono sentiti parte di un meccanismo violento che non gli appartiene e che a sua volta è stato recepito come una violenza su di loro.

 

Il punto è che episodi come questi rivelano ancora una volta e in tutta la loro pienezza come l’universo del pallone sia uscito fuori dalle righe e come spesso sia ostaggio di frange violente che nelle loro proteste finiscono per coinvolgere anche chi non condivide se non le loro idee i loro metodi. Suonerà retorico ma è necessario tornare a dare il giusto valore alle cose rivalutando un mondo che dovrebbe avere nelle nostre vite un ruolo educativo e alimentare sane passioni. Per questo motivo tutti quei tifosi che stamattina si svegliano sotto il peso di una vergogna che condannano devono ora più che mai tornare allo stadio per mostrare una volta per tutte quali sono i veri valori di chi ha scelto di tifare per questa gloriosa società e dimostrare chi è davvero la sparuta minoranza.

di Stefania D'Agostino
 





Responsive image

ARTICOLI CORRELATI

Responsive image

Il Campionato tutto d'un fiato - Ventitreesima giornata
Juve e Napoli in una corsa a due, la Fiorentina difende il terzo posto dall'attacco dell'Inter. Roma e Milan in ripresa

SPORT | 04-02-2016

Responsive image


CULTURA

Responsive image

L’intrattenimento guarda al futuro: come cambia secondo Sergio Brancato

Il modo di vivere delle persone è stato radicalmente cambiato dall’impatto del...




Responsive image

MUNICIPIO DEL MARE

Per l'estate 2018 previste 90 proiezioni gratuite al centro del porto turistico di Ostia