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CRONACA

 

10-02-2016

La febbre Zika arriva in Italia: registrato il primo caso in Emilia Romagna

Nove casi di febbre Zika accertati in Italia, tutti importati da viaggi in paesi a rischio: 'situazione sotto controllo'


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La febbre Zika può arrivare in Italia? Ebbene sì. L'ennesimo caso italiano è stato accertato in Emilia-Romagna e la vittima è un uomo, un 30enne riminese, che appena tornato in Italia da una vacanza a Santo Domingo, il 31 gennaio scorso, ha cominciato ad accusare i primi sintomi della malattia: febbre alta, congiuntivite e dolori articolari. Le analisi del sangue, effettuate dagli esperti del Dipartimento di microbiologia dell'ospedale Sant'Orsola di Bologna, hanno, purtroppo, confermato il sospetto: si è trattato, effettivamente, di febbre Zika.

 

Trasmessa con la puntura di una zanzara tigre, la stessa in grado di trasmettere la Dengue e la Chikungunya, la febbre Zika ha colpito principalmente l'America del sud, ma non sta risparmiando il vecchio continente: le prime segnalazioni del contagio si sono registrate in Gran Bretagna, dove tre cittadini, rientrati dopo una serie di viaggi in Colombia, Suriname e Guyana, sono risultati affetti dal virus Zika. Ora, però, è la volta dello stivale: fino a pochi giorni fa i casi di febbre Zika accertati in Italia, tutti importati da viaggi in paesi a rischio, erano nove. Il trentenne riminese, accusando i primi sintomi del contagio, il 3 febbraio scorso, si è rivolto al suo medico di base che gli ha prontamente suggerito di effettuare degli accertamenti ben mirati, considerando il recente viaggio a Santo Domingo.

 

Ricordiamo, inoltre, come il virus Zika sia fortemente sospettato di essere la causa della microcefalia congenita che ha colpito 3.530 neonati in America Latina, seminando il terrore tra le donne incinte: difatti l'epidemia può essere trasmessa direttamente dalla madre al feto, ma non nei contatti diretti tra persone. Come spiega la dottoressa Raffaella Angelini, direttrice del Dipartimento di sanità pubblica dell'Ausl Romagna, è molto importante tenere sotto controllo la diffusione delle zanzare, soprattutto in vista dei primi caldi, ovvero quando l'insetto inizia a deporre le uova: «Se il caso fosse stato accertato in un momento in cui l'insetto si diffonde, il Dipartimento di sanità avrebbe dovuto provvedere alla disinfestazione per un raggio di 100 metri dalla casa del contagiato per evitare la trasmissione ad altre persone con la puntura di zanzare».


A seguito del primo contagio Zika in Emilia Romagna, Sergio Venturi, assessore regionale alla Sanità, sottolinea come la situazione nella regione sia «assolutamente sotto controllo» essendo attivo, sin dal 2007, un Piano di sorveglianza e controllo nei confronti delle malattie trasmesse da insetti

di Giulia Bordini
 





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