Facebook, attenzione alla catena 'sfida delle mamme': cosa succede davvero? La Polizia Postale dirama un messaggio d’allerta per la catena di Sant'Antonio: pedopornografia - www.Pontilenews.it


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CRONACA

 

22-02-2016

Facebook, attenzione alla catena 'sfida delle mamme': cosa succede davvero?

La Polizia Postale dirama un messaggio d’allerta per la catena di Sant'Antonio: pedopornografia


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All’apparenza innocua, ma in realtà pericolosa: la “sfida delle mamme” è questo il nome dell’ultima catena di Sant’Antonio che si sta diffondendo a macchia d’olio su Facebook. “Occhio mamme”: non è poi così innocua come può in realtà sembrare. Il meccanismo è semplice, poiché, una volta essere state nominate come “super mamme” nella catena, vi è richiesto di postare tre foto che vi ritraggano felici di esserlo, o meglio «tre foto che mi rendano felice di essere mamma». Attenzione però, lo step successivo prevede la nomina di altre dieci mamme, a quanto pare a finire nella lista sono coloro ritenute “grandi madri”, come dire, sembrerebbero incluse solo quelle degne di esserlo (astuti!). Il resto viene da sé: copia e incolla il messaggio «inserisci le tuo foto e scegli le grandi madri», e il gioco è fatto.

 

Peccato però che l’innocenza di tale catena sia finita sotto lo sguardo attento della Polizia Postale, e dalla pagina Facebook “Una vita da social” viene diramato un messaggio d’allerta. Quest’ultimo sembra essere chiaro «Mamme, tornate in voi»: un invito a non pubblicare le foto dei propri figli nel mondo di Internet, che, si sa, può essere spietato, ma anche a rispettare il diritto del bambino a scegliere, una volta maggiorenne, cosa rendere pubblico della sua persona e della vita che appartiene solo a lui. Ciò che fa tremare è il fatto che un numero consistente di foto, presenti nei siti pedopornografici, derivi proprio dalle immagini che ritraggono i bambini, queste ultime condivise dai genitori stessi.

 

Non è tutto oro quello che luccica e non è tutto innocuo quello che sembra esserlo in apparenza, l’importante sarebbe sviluppare una coscienza critica verso l’utilizzo dei social, e a diffidare qualora sia necessario, come nel caso della “sfida delle mamme”. Diffondere su internet una foto di un figlio, senza i dovuti accorgimenti, significa metterlo nelle mani di sconosciuti, seppur involontariamente. Così di schermo in schermo, quella foto può finire nelle mani sbagliate: la pedopornografia è un problema serio, e ostacolare la sua diffusione, anche con piccoli accorgimenti come quello di evitare la pubblicazione di foto dei propri figli, dovrebbe essere un dovere di ogni genitore. Sembra che quel «Mamme, tornate in voi» abbia suscitato non poche polemiche, ma l’intento del messaggio d’allerta non voleva di certo criminalizzare nessuno, come si afferma nella pagina “Vita da social”, in fondo è stato semplicemente dato un consiglio, «poi ognuno è libero di fare come vuole»

 

 

di Giulia Morici
 





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