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POLITICA

 

25-02-2016

Unioni civili, Il Senato sposa il maxiemendamento

Matteo Renzi: 'Ha vinto l’amore'. Ora il testo passerà al vaglio della Camera


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Una giornata così resterà nella storia della legislatura. Ne è sicuro Matteo Renzi che, pieno di orgoglio, e non curante di «critiche e insulti» annuncia dai social: «Ha vinto la speranza contro la paura. Ha vinto il coraggio contro la discriminazione. Ha vinto l'amore». Con 173 sì (12 voti in più rispetto alla maggioranza assoluta) il maxiemendamento, sostitutivo del ddl Cirinnà, è stato approvato a Palazzo Madama. Contrari 71 senatori. Nessuno astenuto. Nonostante ciò, una vittoria a metà per Monica Cirinnà che «con un buco nel cuore» pensa già al secondo passo da compiere: la stepchild adoption.  «Questa è una legge importantissima», ha detto, «ma penso anche ai figli di tanti amici». Per il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, invece, la nuova legge è «un regalo all’Italia» che, grazie al ddl, «non avrà più cittadini di serie B».  

 

A favore del maxiemendamento, oltre alla maggioranza, hanno votato anche il gruppo Ala e la componente Idv del Misto. Contrari, invece, i gruppi Cor, Lega, Gal (con l’esclusione di Riccardo Villari) e Sel. Non hanno, poi, partecipato al voto di fiducia, disertando l’Aula, i senatori del Movimento 5 Stelle. In ogni caso, il Senato, alla fine, ha “sposato” il maxiemendamento. Ma come ogni “matrimonio” che si rispetti, non sono mancate le polemiche e gli insulti. «Renzi finirà all’inferno, se non è ancora successo è solo perché non hanno ancora fatto un girone per chi ha commesso tutti i peccati» ha tuonato  Roberto Calderoli nel suo intervento in Aula. E scende ancora più in basso (degli Inferi) il grillino Alberto Airola che manda a quel paese, senza perifrasi ed eufemismi, i senatori colpevoli di approvare «una schifezza».

 

Non si sono poi spenti i malumori sia nel centrodestra che nel centrosinistra.  «I numeri dimostrano che il gruppo Ala è stato decisivo nel voto di fiducia al governo Renzi sulle unioni civili: è la certificazione che la maggioranza è cambiata», ha detto il presidente dei senatori di Forza Italia, Paolo Romani. «Destra e sinistra esistono e sono cose diverse. Si è visto nella discussione sulle unioni civili. Il Pd ha sbagliato a scegliere la strada a ribasso con Alfano», ha scritto, invece, sui social il capo della minoranza dem, Roberto Speranza.

Ma dopo i vari tira e molla, polemiche e dissapori, per dirla alla Renzi, «quel che conta è che stasera tanti cittadini italiani si sentiranno meno soli, più comunità».

di Valeria De Simone
 





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