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ESTERI

 

27-02-2016

Kosovo, eletto presidente Hashim Thaçi, tra le proteste

Una nuova elezione e un breve excursus sulla vicenda serbo-kosovara


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Kosovo, mentre da poco Hashim Thaçi, leader del Partito Democratico del Kosovo (PDK), è stato eletto nuovo presidente, l'ultimo bilancio dei feriti, riferito da fonti ufficiali, è di 22 persone e si segnalano anche degli arresti, dovuti alle contestazioni e alle manifestazioni di protesta avvenute ieri durante l'elezione del presidente. Fonti locali riportano immagini di fumogeni che hanno raggiunto anche il parlamento: le votazioni (che in tutto sono state tre) sono state più volte infatti interrotte.

 

Tra i motivi di tale opposizione sembra esserci il proposito di denunciare una corruzione dilagante e la volontà di giungere ad elezioni anticipate e di bloccare soprattutto i già contestati accordi con Belgrado, volti alla normalizzazione dei rapporti tra Kosovo e Serbia, nei quali si prevede inoltre di regolare una maggiore autonomia nelle zone dove la minoranza serba ha una maggiore presenza nel paese. Il Presidente ha dichiarato: «Lavorerò per il bene di tutti» quindi per tutti i cittadini indipendentemente dall'appartenenza etnica «per un Kosovo europeo», in favore quindi di Ue e Nato.

 

È bene ricordare che il Kosovo è uno stato non riconosciuto da tutte le Nazioni Unite e da molti stati mondiali, si è autoproclamato indipendente dalla Serbia nel 17 febbraio 2008, posto sotto il protettorato del Unmik (amministrazione ad interim dell'Onu dedicata al Kosovo) in collaborazione organizzativa e amministrativa con altre organizzazioni internazionali di tipo governativo, tra cui Unhcr e Osce. La Serbia considera il Kosovo come propria provincia autonoma e lo rivendica come parte integrante dello stato serbo e il problema delle minoranze etniche, linguistiche e religiose, in particolar modo tra la minoranza serba e i Kosovari-albanesi soprattutto nel distretto nord ma anche nella capitale Pristina, risulta essere forse il più grande problema di rilevanza sociale e istituzionale che colpisce lo stato indipendentista. 

di Federica Stramaglia
 





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