Elezioni Iran: trionfano i riformisti di Rohani Nuovi equilibri nel Parlamento e nell’Assemblea degli Esperti in favore dei riformisti e degli alleati moderati di Rafsanjani - www.Pontilenews.it


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ESTERI

 

28-02-2016

Elezioni Iran: trionfano i riformisti di Rohani

Nuovi equilibri nel Parlamento e nell’Assemblea degli Esperti in favore dei riformisti e degli alleati moderati di Rafsanjani


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Circa 70 milioni le schede che, secondo la commissione elettorale, sono state depositate dagli iraniani recatisi il 27 febbraio alle urne. In giocolelezione del Parlamento, che ha visto in lizza 4800 candidati, e quella dellAssemblea degli Esperti. I primi dati, riferiti a 40mila seggi su 52mila,  parlano di unaffluenza di circa 33 milioni di persone, il 60% Dei potenziali elettori, chiamati a dare una svolta democratica alla vita del Paese, appena uscito dallembargo che ne ha fortemente messo alla prova leconomia. I primi risultati sono confortanti per tutti coloro che sperano in un Iran moderno e al riparo da rigurgiti fondamentalisti. I riformisti del presidente della Repubblica Hassan Rohani e del moderato Rafsanjani, infatti, stravincono a Teheran, dove il riformista Mohammad Reza Aref, a capo della 'lista della speranza', precede nelle preferenze l'alleato moderato Ali Motahhari

 

Trenta seggi su trenta sarebbe il bottino nel collegio della capitale iraniana. Non ancora ufficiali i dati che pervengono dalle altre città dove notizie ufficiose parlano del 40% dei seggi attribuiti ai seguaci di Rohani.Bisognerà però aspettare martedì prossimo per avere i primi dati ufficiali, quando il Consiglio dei Guardiani, l'organismo giuridico-religioso deputato a certificare il risultato elettorale, terminerà lo scrutinio dei 52mila seggi allestiti in tutto il Paese. Occorrerà, a questo punto, aspettare ancora la fine di aprile per avere lesito dei ballottaggi in quei collegi dove nessun candidato avrà raggiunto il quorum previsto del 25% dei voti. Solo allora si saprà chi avrà conquistato la maggioranza dei 290 seggi parlamentari.

 

Comunque, se i dati fossero confermati, risulterebbe sostanzialmente modificata la composizione del Parlamento iraniano, il Majlis, il decimo della Repubblica islamicarompendo la prevalenza dei conservatori che nel nono Majlis sono stati i più tenaci oppositori di Rohani nelle difficili trattative sfociate nellaccordo sul nucleare. Lo tsunami elettorale colpisce anche gli equilibri della nuova Assemblea degli Esperti, organismo religioso di 88 membri in carica per 8 anni, cui compete di nominare la prossima Guida Suprema, dove si registra una forte avanzata dei riformistianche se non premiata dal conseguimento della maggioranza. I moderati, con alla testa l'ayatollah Akbar Hascemi Rafsajanicui sono andate oltre 600mila preferenze, Hassan Rohani hanno conquistato i primi posti dei sedici assegnati nel collegio di Teheran. 

 

Emblema della rottura con il passato che queste elezioni rappresentano è il tonfo di personaggi di peso dellestablishment dei conservatori. Segni della sconfitta, il decimo posto cui è precipitato Ahmad Janatiil potente presidente del Consiglio dei Guardiani, e la dodicesima posizione dell'ayatollah Yazdilesponente religioso il cui credo è tutto nella convinzione che "il popolo non conta nullaLa nuova Assemblea degli Esperti, dove nuovi equilibri si creerebbero in virtù della solida alleanza tra Rafsajani e Rohanisulla quale convergerebbero i molti uomini eletti nelle liste conservatrici ma legati profondamente a Rafsajani, si rivelerebbe fondamentale qualora si rendesse necessario procedere ad eleggere una nuova Guida Suprema, cosa prevista in caso di morte o dimissioni di Khamenei.

 

Questi risultati danno al governo più credibilità e più potere”, ha giustamente commentato il presidente dell’Iran Hassan Rohani. È finito il tempo dello scontro, ora è il momento della cooperazione. Ha detto Rafsanjani, ex compagno di lotta dell’Imam Khomeini e ritenuto, dopo il successo elettorale, il più qualificato a succedere, all’occorrenza, a Khamenei. Parole che fanno ben sperare nell’inizio di un percorso che possa dare finalmente tranquillità all’importante area geografica, una volta rimossi i motivi di contenzioso con il mondo Occidentale.

 




di Stefania D'Agostino
 





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