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ESTERI

 

29-02-2016

Svizzera, referendum: vince il 'No' all'espulsione automatica degli stranieri che commettono reati

La proposta proveniva dal partito ultranazionalista Unione democratica di centro (Udc)


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Domenica i cittadini svizzeri sono stati chiamati a esprimere il proprio voto favorevole o contrario, attraverso la modalità referendaria, in merito all'espulsione automatica degli stranieri dal paese in caso di reati. Questo argomento era già stato oggetto, sei anni prima, di referendum: in quell'occasione però la proposta aveva incontrato l'ok dei cittadini svizzeri, ma l'attuazione di tale disposizione era risultata difficile e aveva già inasprito i complessi rapporti, soprattutto in materia di immigrazione, con l'Ue. Tali rapporti si erano fatti ancor più tesi a seguito dell'ok dato dai cittadini svizzeri nel 2014 attraverso un altro referendum, considerato anti-stranieri, nel quale si intendeva mettere un tetto massimo agli immigrati: queste proposte furono infatti ritenute da molti paesi contrarie alle norme della Corte europea dei diritti dell'uomo. Il testo del 2016, ormai respinto con il 59% dei voti contrari, chiedeva una severa applicazione dell'iniziativa passata del 2010, inasprendone i contenuti sia nella lista dei reati, sia in caso di recidiva, anche se il cittadino straniero fosse nato in Svizzera. Fautore di tale proposta, così come di quella precedente, il partito ultranazionalista Unione democratica di centro (Udc), noto per nutrire una profonda intolleranza nei confronti degli immigrati e degli stranieri.

 

 

Numerosi i commenti a favore dell'esito del referendum, tra tutti quello degli esponenti di Amnesty International, organizzazione internazionale per la difesa dei diritti umani che si è detta «molto sollevata che questo attacco frontale allo Stato di diritto e ai diritti umani sia stato chiaramente respinto». Numerose le polemiche e forte l'indignazione di molti cittadini e appartenenti alle istituzioni e alle associazioni sociali, anche al di fuori della Svizzera stessa, nei giorni passati per i manifesti propagandistici del 'Si': uno fra tutti quello (riprodotto nell'immagine dell'articolo) rappresentante una pecora bianca che dà un calcio al posteriore di una pecora nera, tanto da allontanarla dalla rossa bandiera svizzera dalla quale le pecore (bianche) stanno "pascolando": un'immagine che, anche senza averla sotto gli occhi, evoca sentimenti negativi di forte portata razzista e xenofoba.

 

 

È bene inoltre ricordare che i cittadini svizzeri domenica hanno votato per quattro referendum: oltre a quello già detto, si sono espressi in merito al raddoppio del San Gottardo, votando per il ‘Si’, per l’iniziativa contro la discriminazione della famiglia tradizionale, scegliendo per il ‘No’ e infine per l’iniziativa contro la speculazione sul cibo, votando anche qui per il ‘No’.

 

di Federica Stramaglia
 





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