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ESTERI

 

01-03-2016

Super Tuesday, Clinton e Trump verso la nomination

I sondaggi li danno per favoriti nella maggior parte degli Stati in cui si vota. Poche le speranze per la coppia Rubio/Cruz e per Sanders


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È tempo di Super Tuesday negli Stati Uniti. Dopo le schermaglie iniziali si comincia a far sul serio. Oggi, infatti, votano tutti insieme 11 Stati per le primarie repubblicane e 12 per quelle democratiche. I favoriti sono Donald Trump fra i Repubblicani e Hillary Clinton fra i Democratici. Gli ultimi sondaggi li danno in testa in quasi tutti gli Stati coinvolti in questa tornata di primarie e di caucus. Fra i Repubblicani, Trump accusa un ritardo soltanto in Texas, lo Stato del senatore Ted Cruz, favorito per la vittoria finale. Proprio sul Texas e sull'altissimo numero di delegati che esprime (155) fa leva Cruz per tentare di resistere alla presumibile ondata di voti per il magnate di New York. Se, contro i pronostici, Trump dovesse spuntarla anche nel Lone Star State (Stato della stella solitaria, quella che appare sulla bandiera del Texas, ndr) allora i giochi per gli altri candidati si chiuderebbero qui. L'obiettivo del terzo aspirante alla nomination repubblicana, Marco Rubio, è di resistere conquistando il secondo posto in tutti gli Stati e di fatto “costringere” gli altri candidati a ritirarsi e a far convergere sul suo nome i loro voti. In gara, in teoria, ci sono anche John Kasich e Ben Carson, che tuttavia si ritireranno con ogni probabilità alla fine della tornata elettorale di oggi.

 

In campo democratico la situazione è per certi versi simile. La favorita Hillary Clinton è accreditata di vantaggi più o meno consistenti in tutti e 12 gli Stati al voto tranne il piccolo Vermont, lo Stato da cui proviene il suo sfidante Bernie Sanders. Il senatore socialista non può ovviamente accontentarsi dei pochi delegati che esprime il piccolo Stato del New England e deve puntare a vincere almeno in Massachusetts, Colorado e Minnesota, aree elettorali a lui più favorevoli data la scarsa presenza di cittadini afroamericani e le tradizionali tendenze liberal. I risultati dell'ultimo voto in South Carolina dimostrano infatti che il voto nero è off limits per Sanders. Oltre l'80 per cento dei simpatizzanti democratici afroamericani ha votato infatti per Clinton, una percentuale addirittura più alta di quella fatta registrare in questo Stato da Obama 8 anni fa. La conta dei delegati al momento assegna 91 presunti voti in sede di convention nazionale a Hillary Clinton e 65 per Sanders, che però ha anche il problema dei cosiddetti superdelegati, ovvero i membri del Congresso e delle varie assemblee statali che fra i Democratici hanno diritto di partecipare alla scelta del candidato presidente, al contrario di quanto accade fra i Repubblicani. Ebbene, 453 superdelegati hanno già dichiarato il loro appoggio a Clinton contro appena 20 che hanno deciso di optare per Sanders. Un'impresa che appare quindi davvero improba per il vecchio senatore liberal.

 

Trump e Clinton, dunque, risultano largamente favoriti e potrebbero emergere dal Super Tuesday come i due candidati in pectore che si sfideranno a novembre. Entrambi devono però fare i conti con i piccoli incidenti di percorso che ogni candidato negli Stati Uniti deve prima o poi affrontare. Trump è reduce da una settimana di polemiche per un tweet in cui citava una frase di Benito Mussolini. Citazione che ha peraltro rivendicato con orgoglio in seguito. Hillary Clinton, invece, ha sempre il problema del mailgate che la perseguita. Ieri è stato diffuso l'ultimo pacchetto di mail governative passate attraverso il suo server di posta privato. Al momento sembra che non ci siano altre rivelazioni scottanti e la conclusione del processo di desecretazione potrebbe finalmente chiudere la vicenda per la frontrunner democratica.

di Andrea Piccoli
 





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