Primarie Usa, Clinton e Trump vincono il Super Tuesday senza colpo del Ko La corsa per la nomination può ancora riservare sorprese. Gli altri candidati non si arrendono - www.Pontilenews.it


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ESTERI

 

02-03-2016

Primarie Usa, Clinton e Trump vincono il Super Tuesday senza colpo del Ko

La corsa per la nomination può ancora riservare sorprese. Gli altri candidati non si arrendono


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Pare che negli Stati Uniti nelle ultime ore la ricerca su Google della frase «Come trasferirsi in Canada» sia aumentata del 350 per cento. È il probabile effetto dei risultati del Super Tuesday, e in particolare delle vittorie di Donald Trump in campo repubblicano. Il magnate newyorkese ha inflitto ai suoi avversari una serie di pesanti sconfitte. L'aspetto più preoccupante per i suoi rivali è che le vittorie di Trump sono distribuite in maniera geograficamente eterogenea, dal momento che si è aggiudicato le primarie in alcuni Stati del Sud come la Georgia o l'Alabama, ma anche quelle dei due Stati del New England chiamati al voto, Massachusetts e l'ultraliberale Vermont. Ha conquistato la maggioranza dei delegati anche in Virginia, Arkansas e Tennessee per un totale di 7 Stati.

 

Fra i suoi avversari, il più in forma è apparso Ted Cruz, che ha organizzato la sua personale linea del Piave nel profondo Sud, vincendo come previsto di larga misura in Texas - lo Stato col maggior numero di delegati da assegnare, 155 - e a sorpresa anche nel vicino Oklahoma. Dati ancora non confermati lo danno in vantaggio anche in Alaska. Marco Rubio può gioire soltanto per la conquista del Minnesota, ma complessivamente per lui il Super Tuesday è da dimenticare. Nel suo discorso post-elettorale, Rubio ha confermato la volontà di proseguire nella campagna, lamentando però la frammentazione del voto fra i candidati alternativi a Trump. Lo stesso ha fatto Cruz, che ha invitato lo stesso Rubio, Kasich e Carson a deporre le armi per aiutarlo a contrastare l'ascesa dell'imprenditore.

 

Nel campo democratico, anche Hillary Clinton può dirsi soddisfatta per la conquista di altri 7 Stati, tutti quelli del Sud tranne l'Oklahoma, e di stretta misura quella del Massachusetts. Bernie Sanders stravince com'era previsto nel piccolo Vermont, da cui proviene, ma a sorpresa batte l'ex segretario di Stato in altri 3 Stati: l'Oklahoma appunto, il Colorado e il Minnesota. Comunque troppo poco per sperare di invertire la rotta. In termini di delegati, infatti, la giornata di ieri ha valso a Clinton un vantaggio di oltre 200 voti in sede di convention nazionale, senza contare i superdelegati. In sostanza, da qui in poi Sanders dovrebbe vincere quasi ovunque per sperare di ottenere la nomination. Politicamente, il problema principale è la scarsa presa del suo messaggio fra gli afroamericani. Nessun candidato democratico può avere la pretesa di vincere la nomination senza il sostegno del voto nero.

 

Fra qualche giorno la giostra ricomincerà a girare. I Repubblicani votano il 5 marzo in Kansas, Kentucky, Louisiana e Maine, mentre lo stesso giorno i Democratici votano in Kansas, Louisiana e Nebraska. Il giorno dopo invece organizzano i caucus in Maine. L'8 marzo c'è un'altra tornata elettorale, ma l'appuntamento più importante è il 15 marzo, quando al voto andranno i cittadini di Stati “pesanti” come la Florida e l'Ohio. Nel giro di due settimane, quindi, il quadro potrebbe essere molto più chiaro.

di Andrea Piccoli
 





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