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POLITICA

 

06-03-2016

Storace: 'Se non ci ridanno i marò chiudiamo i ristoranti indiani a Roma'

Al via oggi la campagna elettorale de La Destra per la corsa alla poltrona in Campidoglio


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«Se non ci ridanno i marò chiudiamo i ristoranti indiani a Roma»: Francesco Storace, con questa promessa, ha aperto oggi ufficialmente la sua campagna elettorale (al teatro Quirino) per diventare sindaco di Roma. Data di oggi non scelta casualmente, ma in dichiarata opposizione alle primarie del centrosinistra che nel frattempo si svolgono presso oltre 190 seggi nei 15 Municipi di Roma. Il candidato de La Destra ha confessato di soffrire molto per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, le cui sorti gli stanno così a cuore che, non appena sarà eletto (del fatto che sarà eletto si dice sicuro), ha giurato: «Convocherò in Campidoglio l’ambasciatore dell’India».

 

«Roma invasa tornerà italiana, Roma impaurita tornerà sicura, Roma sporcata tornerà pulita»: questo il triplice motto della campagna elettorale di Storace. «Vi prometto che, se diventerò sindaco, dedicherò la mia vita alla città, me ne assumo l’impegno», ha  assicurato.  E non ha potuto evitare di fare riferimento alla spaccatura del centrodestra, del cui atteggiamento nei suoi confronti si è detto molto dispiaciuto.  Storace, che si è sentito emarginato, accusa il centrodestra, infatti, di aver escluso dalla candidatura a sindaco di Roma «l’unico che ha veramente militato al suo interno». Storace accusa il centrodestra di averlo allontanato e non aver organizzato una consultazione degli elettori per timore che potesse avere la meglio su Bertolaso, per cui, come ha dichiarato a Il Tempo, «si è giunti a questa specie di referendum tra monarchie e Repubblica senza che ci siano né l’una e né l’altra. Io queste le chiamo le "cazzarie"». Storace avrebbe voluto le primarie, e non consultare gli elettori significa per lui «favorire Renzi».

 

Il «suicidio del centrodestra» potrebbe favorire la vittoria del centrosinistra a Roma. Ma Storace si dice, nonostante questo, sicuro di vincere, e addirittura, secondo il leader de La Destra, c’è chi tornerà al voto soltanto per lui. E intanto non poteva esimersi dal far fischiare le orecchie al Movimento 5 Stelle: «Roma un sindaco “proto-grillino” lo ha già avuto: Ignazio Marino». 

di Vittoria Montesano
 





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