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ESTERI

 

11-03-2016

Obama attacca gli alleati: ‘Paesi scrocconi’

Accuse a Sarkozy e non solo. Fu un errore appoggiare l’intervento in Libia del 2011


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Free rider. Tradotto, “viaggiatori a sbafo” o anche “scrocconi”. È l’epiteto riservato dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama a Francia, Gran Bretagna e Arabia Saudita. È accaduto durante una intervista concessa a The Atlantic, nel corso della quale s’è tolto tanti sassolini dalle scarpe, com’è tradizione dei presidenti americani prima di uscire di scena. Particolarmente preso di mira l’ex presidente Sarkozy. Sì, proprio quello immortalato dalle TV mentre scambia un sorriso sarcastico al riguardo di Berlusconi, all’epoca premier italiano. L’accusa di Obama è di aver voluto a tutti i costi intervenire in Libia contro Gheddafi, nel 2011. "Un errore", dice. "Nonostante tutto quello che si è fatto, la Libia ora è nel caos". Sotto la lente d’ingrandimento anche David Cameron, premier britannico, criticato perché dopo l'avvio dell'intervento perse interesse, "distratto da una serie di altre questioni".

 

Il presidente americano così spiega l’appoggio fornito dagli USA in quell’occasione: "Quando mi guardo indietro e mi chiedo cosa sia stato fatto di sbagliato mi posso criticare per il fatto di avere avuto troppa fiducia nel fatto che gli europei, vista la vicinanza con la Libia, si sarebbero impegnati di più con il follow-up". E qui tira in ballo Nicolas Sarkozy, scroccone per eccellenza, perché "voleva vantarsi di tutti gli aerei abbattuti nella campagna, nonostante il fatto che avessimo distrutto noi tutte le difese aeree". Obama lasciò Sarkozy a vantarsi perché questo "permise di acquistare il coinvolgimento della Francia in modo che fosse meno costoso e rischioso per noi".

 

Un attacco deciso Obama lo porta all’Arabia Saudita, alleato Usa sin dai tempi di Roosvelt, per la dura opposizione all’accordo sul nucleare siglato con l’Iran. I sauditi "devono trovare un modo efficace di condividere il vicinato ed istituire una pace fredda", sostiene Obama, perché un appoggio acritico degli Usa alla loro politica "significherebbe che noi inizieremmo ad usare i nostri interventi e la forza militare per azioni punitive, ma questo non sarebbe nell'interesse degli Usa né del Medio Oriente". L’Arabia deve invece imparare a dividere la regione con l’Iran anziché condividere la responsabilità di fomentare conflitti in Siria, Iraq e Yemen. " È ormai diventata un'abitudine negli ultimi decenni - sostiene Obama - che la gente ci spinga ad agire ma non mostra nessuna intenzione di rischiare nulla nel gioco". Nella “dottrina Obama”, il riferimento è ai Paesi che vogliono viaggiare senza pagare il prezzo del biglietto.

 

di Stefania D'Agostino
 





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