Parigi: arrestate quattro persone sospettate di preparare attentati Prima il blitz a Bruxelles e poi gli arresti a Parigi dimostrano che è ancora elevatissimo in Europa il rischio attentati - www.Pontilenews.it


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ESTERI

 

17-03-2016

Parigi: arrestate quattro persone sospettate di preparare attentati

Prima il blitz a Bruxelles e poi gli arresti a Parigi dimostrano che è ancora elevatissimo in Europa il rischio attentati


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Si riaffaccia in Europa l’incubo Isis. Mentre la vita della gente, dopo gli attentati di Parigi e le conseguenti misure di sicurezza antiterrorismo, è tornata pian piano alla normalità, con metropolitane che non si fermano più quattro-cinque volte al giorno e centri storici coi loro locali di nuovo affollati, il succedersi dei fatti accaduti in questi giorni in Europa torna a risvegliare paure mai del tutto sopite e a ricordarci che il pericolo attentati è tutt’altro che scemato. Prima Bruxelles e poi Parigi tornano di nuovo alla ribalta per blitz e arresti. Resta difficile non collegare i due fatti, tanto più che l’operazione nella capitale belga ha visto coinvolte in un’operazione congiunta anche le unità antiterrorismo francesi.

 

A Bruxelles le forze antiterrorismo hanno squarciato i mesi di silenzio e di caccia ai terroristi con il blitz nell’appartamento di Forest dove, oltre alle armi, è stato rinvenuta la bandiera nera del Califfato, simbolo sinistro quanto eloquente. Ma ad accrescere la paura dei cittadini sono anche i due terroristi ancora in fuga, nascosti chissà dove e magari pronti ad asserragliarsi in qualche abitazione per sfuggire alle forze dell’ordine. A Parigi, invece, dove i segni di quella notte di orrore e di follia sono ancora troppo freschi per diventare un ricordo, quattro persone sono state fermate perché sospettate di preparare attacchi imminenti nel centro della città. Nel loro covo non sono state rinvenute armi pesanti. Il bottino “raccolto” dalle unità antiterrorismo consiste in una pistola da segnalazione, qualche munizione di kalashnikov e molto materiale informatico e una cassaforte. Genere di materiale che induce gli inquirenti a ritenere che l'attentato fosse ancora in uno stadio di elaborazione.

 

Il blitz nell’appartamento francese è avvenuto ieri mattina all’alba. A indurre gli inquirenti ad agire in fretta, il coinvolgimento di Youssef, personaggio già noto alle autorità per essere un attivista dell’Islam radicale e con precedenti penali a suo carico. Abu Sayed, questo il nome di battaglia, ha ventotto anni, è di origine franco marocchine e in queste ore è sottoposto a interrogatorio dall’Intelligence francese. Insieme a lui sono stati arrestati la moglie, con cui ha una bimba di nome Jihad, e due fratelli di origine turca, Aytac ed Ercan B. Secondo gli inquirenti che hanno condotto l’operazione il rischio di attentati era aumentato dal 29 febbraio, giorno in cui a Youssef era stato notificato un provvedimento di arresti domiciliari.

 

L’uomo, come dicevamo, era già noto agli inquirenti per essere stato arrestato nel 2012 all'aeroporto di Saint-Etienne mentre si stava recando in Siria. Fu poi condannato a 5 anni nel 2014 per associazione a delinquere collegata al terrorismo. La pena fu scontata in parte nel carcere di Fresnes, nella Marna, uno di quelli in cui il rischio di radicalizzazione è molto elevato. Era stato poi liberato a ottobre scorso, meno di un mese prima delle stragi di Parigi. Le sue frequentazioni con gli ambienti dell’islam radicale da tempo avevano allertato le autorità. Prima Mohamed Achamlane, autoproclamatosi imam di Nantes e fondatore del gruppo radicale Forsane Alizza (sciolto nel 2012 per ordine del ministero dell'Interno). Questi, lo mise in contatto con Omar Omsen, morto in Siria nel 2015 e considerato uno dei più attivi reclutatori in territorio francese di jihadisti. Si muoveva attraverso il web ma con Youssef si incontrò di persona a Nizza. Fu lui a convincerlo a partire per la jihad.

 

Il ministro dell'Interno francese Bernard Cazeneuve, ha tentato di smorzare il dilagare dell’allarmismo affermando che "arresti così se ne fanno tutti i giorni, per la precisione 74 dall'inizio dell'anno". Tuttavia su Youssef ha detto: "Questo individuo è probabilmente in contatto con l'Isis". Più allarmistici i toni di Hollande che ha parlato di un "rischio altissimo" della minaccia terroristica in Francia e in Europa. A confermare le sue paure, la sparatoria di Bruxelles e l’attentato in Costa d’Avorio che per il Presidente mirava proprio alla Francia. Intanto a conferma di quanto stia crescendo l’allarme terrorismo, giunge notizia che oggi l’ambasciata e la scuola tedesca ad Ankara sono rimaste chiuse a seguito di una minaccia “non verificabile in modo definitivo”.

di Stefania D'Agostino
 





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