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CULTURA

 

24-03-2016

Dario Fo compie 90 anni ma è sempre una festa

Inaugurato a Verona un museo dedicato al Premio Nobel e a Franca Rame


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«In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta». Dario Fo, che oggi compie 90 anni, non si è mai accontentato della «bellezza per bellezza». Ha sempre cercato di mettere dentro i suoi testi «quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste». Satira e riflessione, dunque, alla base della produzione artistica del maestro di comicità che da bambino si divertiva ad ascoltare le favole del nonno. Perché «il riso è sacro. Quando un bambino fa la prima risata è una festa».

  

Così, quel gusto per il racconto, lo accompagna da allora con l'intento «di aprirci gli occhi sugli abusi e le ingiustizie della società». Ed è stato proprio quello stesso senso della fabula a fargli conquistare nel 1997 il Nobel per la Letteratura. Con un misto di riso e serietà, Fo ha avuto infatti, il merito «di emulare i giullari del Medioevo, flagellando l'autorità e sostenendo la dignità degli oppressi». E lo  vediamo proprio in Mistero Buffo, l'opera più famosa di Fo, un iter alla ricerca della cultura popolare attraverso un linguaggio parlato medievale e il dialetto padano.

 

Continue, nelle sue opere, le allusioni al presente. L’innovazione affonda dunque le radici nella tradizione. Antichi testi teatrali e la Commedia dell'Arte diventano il pretesto per un'analisi pungente della politica attuale e della quotidianità. Il tutto esaltato da una mimica straordinaria. Perché, «prima regola, nella satira non ci sono regole». Tranne una: la risata, pur amara che sia. «Mio padre», afferma Fo, «prima dell’arrivo del nazismo aveva capito che buttava male perché spiegava quando un popolo non sa più ridere diventa pericoloso». Da qui una critica serrata ma sempre costruttiva del tempo presente: «Non dobbiamo permettere ai politici di agire senza controllo e visto che non ci danno gli spazi per esercitare questo controllo dobbiamo prenderceli».

 

Una vita densa, quindi, quella di Fo. Una vita per l’arte e per la cultura. Drammaturgo, pittore, attore, regista, scenografo, nel 1954 sposa l'attrice Franca Rame, scomparsa nel 2013. E proprio ieri, alla vigilia dei suoi 90 anni, a Verona è stato inaugurato il Museo Franca Rame-Dario Fo che contiene copioni, manoscritti, stesure progressive dei lavori svolti dalla coppia di artisti, disegni, bozzetti, dipinti, articoli, costumi, marionette, scenografie, locandine e fotografie di scena. Entusiasta l’attore che ha dichiarato: «Bisogna inventare ogni mese cose sempre cose diverse affinché il pubblico partecipi come fosse una festa ogni volta che viene qui». E lo è anche il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini: «Dopo tutto dove c’è Dario Fo appartiene un po’ a tutti, è territorio del mondo».

di Valeria De Simone
 





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