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CRONACA

 

07-04-2016

Maltrattavano e costringevano la nipote 13enne a prostituirsi: 5 arresti a Roma

La ragazzina era stata affidata dai genitori ad alcune zie e alla nonna paterna che la obbligavano a vivere in una condizione di schiavitù


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Costretta a elemosinare per strada e a prostituirsi per portare soldi a casa. Questa la terribile condizione in cui viveva una ragazzina di appena 13 anni; condizione che le era stata imposta dalle zie e dalla nonna paterna. La giovane, infatti, era stata affidata alle loro cure dai genitori, partiti qualche tempo fa per gli Stati Uniti, ma ciò che i parenti la obbligavano a fare è davvero ripugnante. La ragazzina viveva sostanzialmente in una condizione di schiavitù. Era costretta a chiedere l’elemosina e obbligata ad avere incontri sessuali con persone molto più grandi di lei. Inconcepibili le punizioni. Se si rifiutava di fare ciò che le veniva imposto, i parenti arrivavano persino a picchiarla oppure la lasciavano per ore bagnata e senza vestiti fuori la roulotte nella quale viveva insieme ad alcuni componenti della sua famiglia.

 

Le indagini dei carabinieri di Roma sono partite nel 2014 e quando le forze dell’ordine sono intervenute, hanno trovato la ragazzina, denutrita e in pessime condizioni igieniche, nel parcheggio di un centro commerciale all’interno di un’auto in compagnia di un uomo di 67 anni. Dopo aver prelevato la minore, hanno proceduto all’arresto dell’uomo accusato di tentata induzione alla prostituzione. A seguito delle indagini effettuate, i carabinieri hanno denunciato altre tre persone che in passato avevano approfittato della vittima e hanno emesso, lo scorso settembre, un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre zie e della nonna paterna della ragazzina, tutte accusate di associazione a delinquere e sfruttamento della prostituzione minorile, mentre i genitori della bambina sono stati denunciati per abbandono di minore.

 

Prima di essere arrestate dalle forze dell’ordine, però, una delle due zie e la nonna della 13enne sono riuscite a scappare e lasciare l’Italia, rifugiandosi in un piccolo villaggio della Romania. Individuate dalle forze di polizia romene, le due donne sono state arrestate ed estradate immediatamente in Italia dove ora dovranno rispondere dei reati da loro commessi. Gli inquirenti sono riusciti a ricostruire tutti i tasselli della triste vicenda grazie soprattutto alle rivelazioni fatte dalla ragazzina stessa ad alcune psicologhe che l’hanno assistita dopo il suo arrivo in una struttura protetta. La 13enne ha infatti confessato tutte le angherie subite nei minimi particolari, confermando che anche le sorelle erano costrette ad andare per strada a chiedere l’elemosina e anch’esse vivevano nelle medesime condizioni di disagio. La ragazzina, per la quale l’incubo vissuto si è finalmente concluso, si trova ora in una casa famiglia della Capitale protetta dalle cure e dall’affetto delle operatrici che la seguono, mentre è stato vietato ai familiari di farle visita. 

di Chiara Ciripicchio
 





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