Totò Riina, il figlio Salvo intervistato a ‘Porta a porta’ L’intervista al figlio del boss di Cosa Nostra fa scoppiare la polemica alla Rai - www.Pontilenews.it


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CRONACA

 

07-04-2016

Totò Riina, il figlio Salvo intervistato a ‘Porta a porta’

L’intervista al figlio del boss di Cosa Nostra fa scoppiare la polemica alla Rai


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Nel suo speciale di “Porta a porta” in onda ieri sulla rete ammiraglia della Rai, Bruno Vespa ha trasmesso l’intervista a Salvo Riina, il figlio di Totò Riina, il boss di Cosa Nostra. L’intervista ha suscitato, ancor prima di essere mandata in onda, molte polemiche. Il conduttore ha rivendicato questo come un momento di approfondimento riguardante un lato delicato e deprecabile della nostra storia e società. Vespa ha sottolineato come, per combattere questo fenomeno, si debba prima conoscerlo a pieno. Salvo Riina, intervistato dal conduttore, ha affermato il suo amore incondizionato per il padre e la sua impossibilità nel giudicarlo. Anche se nel colloquio Vespa ha rimarcato le numerose condanne del padre, il figlio, riprendendo ciò che ha scritto nel libro “Riina family life”, non ha mai avuto parole di rimprovero per il genitore: “Il giudizio non sta a me, io da parte mia lo rispetto. Non tocca a me giudicare, lo hanno giudicato lo Stato e i giudici, non condivido ma mi sta bene”. 

 

Per questo pomeriggio, verso le ore 16:00, sono stati convocati presso la Commissione parlamentare Antimafia i vertici dell’azienda pubblica televisiva. Il presidente della Rai, Monica Maggioni, e il Direttore generale, Antonio Campo Dell’Orto, si sono presentati per “un’udienza urgente” sulla vicenda dello speciale di “Porta a porta” riguardante l’intervista a Salvo Riina. A dare l’ok finale per la messa in onda è stato, dopo una giornata di tensioni e contatti vari, il direttore generale Campo Dell’Orto. La Rai oggi ha annunciato uno speciale dedicato alla lotta alla mafia, per offrire un ulteriore punto di vista contrapposto a quello del figlio del boss di Cosa Nostra. In studio saranno presenti come ospiti il ministro dell’Interno Angelino Alfano e il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone. La Rai ha parlato di “polemiche preventive” di chi non ha neanche visto la trasmissione, dato che lo stesso conduttore Vespa non ha remore verso nessuno.

 

Molte le polemiche dal mondo della politica contro l’intervista a Salvo Riina. In primis da Pietro Grassi, il presidente del Senato, che ha riferito di non voler vedere la trasmissione. Il presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, ha accusato il conduttore Vespa di “negazionismo della mafia”. Ovviamente vivide le proteste di Maria Falcone, sorella del giudice, e di Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, sommate a quelle della Fondazione Caponnetto e di Don Ciotti. Il presidente della Rai ha più volte rivendicato la posizione dell’azienda nei confronti della questione mafia, sottolineando come la programmazione quotidiana dimostri da decenni la totale assenza di favoritismi di alcun genere. A questa affermazione è giunta la risposta della commissione Antimafia, che ha invece evidenziato la responsabilità del servizio pubblico e della ferita mafiosa ancora aperta nel nostro paese.

 

Rosy Bindi ha parlato di “messaggi inquietanti” nella trasmissione di ieri di “Porta a porta”, in cui a parlare non era il figlio di un padre, ma il figlio di un capo di Cosa nostra, che mesi fa inviava messaggi di morte dal carcere. L’intervista a Salvo Riina, secondo la parlamentare, aveva domande fissate sia dall’intervistato che dall’editore del libro, non sfiorando la realtà mafiosa. “Riina ha negato l’esistenza della mafia lanciando messaggi inquietanti”, questo il commento saliente della Bindi, che si è chiesta se la trasmissione di questa sera possa essere un rimedio peggiore del danno. Pietro Grasso, il presidente del Senato, ha fatto notare come nessun contribuito sia stato dato dall’intervista alla conoscenza del fenomeno della mafia, anzi potrebbe quasi banalizzarlo: “Io penso che il servizio pubblico non debba avere limiti all’informazione, ma deve imporre un diverso grado di responsabilità e di serietà”.

di Pierluigi Liguori
 





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