California, rabbia e violenza accolgono Trump. Una folla di manifestati grida 'Stop Hate' Trump doveva prendere parte alla convention dei repubblicani della California, ma fatica a raggiungere l'entrata dell'hotel dove la convention aveva sede - www.Pontilenews.it


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ESTERI

 

30-04-2016

California, rabbia e violenza accolgono Trump. Una folla di manifestati grida 'Stop Hate'

Trump doveva prendere parte alla convention dei repubblicani della California, ma fatica a raggiungere l'entrata dell'hotel dove la convention aveva sede


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Una folla urlante e violenta, che brandiva striscioni d'insulti e denuncia, ha accolto Donald Trump al suo arrivo in California. Il candidato repubblicano in corsa per la Casa Bianca ha faticato a raggiungere il suo hotel, sede della Convention dei repubblicani della California, a Burlingame, alla quale doveva prendere parte. La situazione si è fatta violenta in fretta, tramutandosi in uno scontro tra polizia e manifestanti mentre Trump, aggirata la folla che bloccava l'ingresso, riesce a raggiungere l'hotel attraverso una entrata secondaria sul retro.    

 

Le proteste, durante le quali sono stati bruciati una bandiera americana e dei fantocci raffiguranti il miliardario newyorkese, sono proseguite all'interno dell'hotel, l'Hyatt Regency, dove alcuni manifestanti avevano prenotato delle camere. Ed è dalle finestre di queste che vengono srotolati gli striscioni contenenti la benzina della protesta: "Stop Hate". Al termine degli scontri, la polizia ha arrestato 5 manifestanti. Nulla di nuovo all'orizzonte per Trump: tra picchi di gradimento che si tramutano in alto numero di consensi e violente battute d'arresto, il candidato repubblicano continua a far parlare di sé. Le sue idee, bizzarre e improntate alla più retrograda -a tratti comica- forma di razzismo, ne hanno paradossalmente sancito il successo. Un successo che è uno scherzo: il fantoccio Trump inizia a dar fastidio, e se negli scontri televisivi con gli altri candidati riesce ad avere la meglio (tra lo sbigottimento generale), il mondo lo guarda con sospetto. "Trump è una minaccia globale come l'Isis", scrive l'Economist. La California prende in parola il settimanale londinese e prova, a suo modo, a distruggere gli effetti di questo tornado.

di Serena Gazzaneo
 





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