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SPORT

 

03-05-2016

Champions League: l'Atletico Madrid vola in finale

Match spettacolare a Monaco, al Bayern non basta il 2-1


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Per il ritorno delle semifinalidi Champions League, all'Allianz Arena, il Bayern Monaco affronta l'Atletico Madrid, nella partita che sancisce la prima finalista della competizione. Bavaresi chiamati alla rimonta, dopo la sconfitta per 1-0 maturata al Vicente Calderon, e Colchoneros attesi dalla solita partita di sacrificio, a difesa del prezioso gol segnato in casa, che potrebbe valere la seconda finale in tre anni. Una partita che è anche uno scontro tra due scuole di calcio e di pensiero: Guardiola ed il suo tiki-taka contro Simeone ed il suo gioco tutto difesa e ripartenze letali.

 

4-2-3-1 per itedeschi, con Neuer in porta, Lahm, Boateng, Martinez ed Alaba in difesa, Vidal e Xabi Alonso in mediana ed il tridente formato da Douglas Costa, Ribery e Muller alle spalle di Lewandowski. Solito 4-4-2, invece, per i Colchoneros, con Oblak tra i pali, Janfran, Gimenez, Godin e Filipe Luis in difesa, Saul, Gabi, Fernandez e Koke a centrocampo e la coppia Torres-Griezmann in avanti. Arbitra il turco Cakir.

 

Pronti, via, e ritmi subito altissimi, con il Bayern che preme immediatamente sull'acceleratore, cercando di fare male subito alla squadra di Simeone, come sempre ben schierata in campo, che cerca di chiudere tutti gli spazi. L'unico tentativo per gli uomini di Simeone è un tiro da fuori area di Gabi, al 15', che Neuer blocca senza problemi. Qualche occasione in più, invece, per i bavaresi, che vanno vicino al vantaggio prima con un colpo di testa di Lewandowski al 12', e poi con una botta dal limite dell'area di Vidal, qualche minuto dopo, senza trovare però il bersaglio grosso. Il Bayern fa la partita, alzando la pressione e mettendo seriamente in difficoltà l'Atletico, che fatica ad uscire dalla sua metà campo.

 

Il Bayern va ancora vicino al gol per due volte: al 20' Lewandowski trova soltanto il corpo Oblak, che si salva con più affanno poco dopo, quando respinge male un tiro di Ribery ma è poi bravo ad anticipare Lewandowski, pronto a spingere la palla in rete. L'assedio dei bavaresi è finalmente ripagato alla mezz'ora: punizione dal limite di Xabi Aonso, centrale ma potente, e palla che si insacca alle spalle di Oblak dopo la deviazione decisiva di Jimenez, che spiazza il suo portiere: 1-0. Lo stesso difensore si rende poi protagonista di una trattenuta in area che Cakir sanziona giustamente con il calcio di rigore: dal dischetto va Muller, che si fa però parare il tiro da Oblak, fallendo così la clamorosa occasione di ribaltare il punteggio dopo neanche un tempo di gioco. Punteggio invariato ma match vibrante, di grande intensità, con il Bayern che prosegue nel fare la partita e l'Atletico che tenta di respirare dopo aver corso più di un serio rischio. Fino al duplice fischio di Cakir non succede però più nulla, e si va dunque al riposo sull'1-0.

 

Nel secondo tempo non cambia il canovaccio: Bayern che preme alla ricerca del raddoppio e Atletico che si difende chiudendo tutti gli spazi e riuscendo, al 53', a pareggiare il conto, con Griezmann che, servito da Torres, scatta in posizione di più che sospetto fuorigioco e se ne va in campo aperto, arrivando a tu per tu con Neuer e battendolo senza problemi: 1-1. Gol pesantissimo per l'Atletico, che prende coraggio e tenta qualche fraseggio, con il Bayern che continua però a spingersi in avanti, cercando di riaprire il match. Al 70' è bravo Oblak ad opporsi ad una conclusione di Lewandowski. Passano 5' minuti e il centravanti polacco riporta in vantaggio i bavaresi, raccogliendo una sponda di Vidal e spingendo la palla in rete: 2-1.

 

Bayern all'arrembaggio, anche con il rischio di scoprirsi. A 10' dalla fine un altro sussulto: Torres se ne va sulla sinistra e viene messo giù da Martinez mentre sta per entrare in area. Il contatto avviene nettamente fuori dai 16 metri, ma Cakir non esita a concedere il penalty, inutili le proteste dei bavaresi. Dal dischetto Torres si fa però ipnotizzare da Neuer, che neutralizza il tiro dello spagnolo, salvando il risultato e tenendo in vita i suoi. Finale esaltante: il Bayern attacca ora a testa bassa, l'Atletico è tutto rintanato a protezione della propria porta. Ad una manciata di secondi dal 90' altro brivido per i Colchoneros: conclusione da fuori di Alaba deviata dal subentrato Thomas con Oblak che vola a togliere il pallone dalla porta. Nei 5' di recupero è assalto Bayern Monaco, ma senza risultati. Al triplice fischio di Cakir è l'Atletico Madrid a staccare il pass per la finale del 28 Maggio a Milano.

 

Partita incredibile, quella dell'Allianz Arena, ricchissima di emozioni ed episodi che, a conti fatti, hanno pesato enormemente. Su tutti, il calcio di rigore fallito da Muller, che avrebbe permesso al Bayern di portarsi sul 2-0 e costretto l'Atletico a giocare un match completamente diverso da quello studiato da Simeone. Atletico che ha comunque avuto il merito di resistere ad un assedio durato quasi 90 minuti e di segnare (seppur in modo irregolare) un gol pesantissimo, un gol che ha messo il Bayern nella scomoda posizione di doverne segnare altri due per passare il turno.

 

Impresa riuscita a metà. L'Atletico si conferma dunque squadra di primissima fascia, in grado di mettere in difficoltà e sconfiggere le più temibili corazzate europee con il gioco difensivo, l'intensità, l'agonismo. Una squadra che non ha i migliori calciatori, ma che può vantare il miglior collettivo. Cosa che, invece, non può fare Guardiola, la cui avventura sulla panchina del Bayern Monaco si chiude dunque senza trionfi europei, nonostante una squadra imbottita di campioni, a cui, forse, il tecnico catalano non è riuscito a passare ciò che lo invece reso grande sulla panchina del Barcelona. Non sempre vincono i più forti. L'ennesima dimostrazione della bellezza del calcio.

di Flavio Del Fante
 





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