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CRONACA

 

09-05-2016

Furbetti del cartellino, scoperti venti dipendenti del Comune di Foggia

Una realtà di assenteismo nella quale compare anche un dirigente


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Il lavoro, secondo un illustre personaggio, allontanerebbe da noi tre grandi mali: la noia, il vizio e il bisogno. A quanto pare, però, non per tutti è così, e in particolar modo per venti dipendenti del Comune di Foggia, che avrebbero conservato il vizio di non presentarsi sul posto di lavoro, seppur pagati. Un dipendente “premuroso” avrebbe provveduto a timbrare i badge dei propri colleghi, fino a un numero di dieci, in modo tale che i “furbetti” risultassero presenti negli uffici, ma nella realtà stessero comodamente a casa o chissà dove. Una realtà di assenteismo, dunque, nemmeno in stile Fantozzi, poiché i disonesti lavoratori non avrebbero avuto nemmeno il buon senso di presentarsi sul posto di lavoro.

 

La truffa è venuta a galla, e per i dipendenti del Comune di Foggia sono scattate delle ordinanze di custodia cautelare. Per tredici di questi ultimi sono stati previsti gli arresti domiciliari mentre, per gli altri, la sospensione dall’esercizio dei pubblici uffici. Truffa ai danni dello Stato: è questo il reato al quale i “furbetti del cartellino” dovranno rendere conto, a causa della loro condotta disonesta e irresponsabile. A comparire nella lista dei coinvolti in questa deplorevole vicenda, venuta a galla nel Comune di Foggia, ci sarebbe anche un dirigente che, proprio per il ruolo di responsabilità da lui ricoperto, avrebbe dovuto dare il buon esempio.

 

Le indagini, che hanno contribuito a far emergere questa realtà di assenteismo, avrebbero preso avvio agli inizi del 2015. Un sistema di collaborazione e cooperazione tra colleghi, quello emerso dalle indagini: i “furbetti del cartellino”, infatti, a turno avrebbero garantito ai propri compagni la timbratura del badge, consentendo agli assenti di risultare, in realtà, presenti sul posto di lavoro. Così, mentre quella giornata lavorativa veniva conteggiata, ingiustamente, in busta paga, i disonesti lavoratori si concedevano il lusso di fare altro. «Era l’ultimo cartellino della sua vita: Fantozzi lo timbrò con noncuranza, come sempre»: forse, data la noncuranza, propria dei dipendenti del Comune di Foggia (con la quale hanno ricoperto il ruolo lavorativo), anche per questi ultimi sarà l’ultimo cartellino della loro vita.

di Giulia Morici
 







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