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CRONACA

 

14-05-2016

Dall’accusa di terrorismo alla scarcerazione: l'afgano arrestato a Bari torna in libertà

Parla Hakim Nasiri, il 23enne afghano: 'sono venuto in Italia per lavorare'


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“Non è provata l’aspirazione e la disponibilità a dare concreto contributo al terrorismo di matrice islamica”. Con questa motivazione, il gip del Tribunale di Bari Francesco Agnino ha deciso di scarcerare Hakim Nasiri, il 23enne afghano arrestato a Bari martedì scorso insieme al connazionale Gulistan Ahmadzai e a un terzo presunto terrorista con l’accusa di terrorismo internazionale. Il sospetto era che facessero parte di una cellula terroristica legata all’Isis molto attiva in Italia con l’obiettivo di progettare e attuare attentati nel nostro Paese. Ora, però, il gip ha giudicato insussistenti gli indizi di colpevolezza a carico di Nasiri e l’uomo ha lasciato ieri il carcere per fare ritorno al centro di accoglienza per richiedenti asilo di Palese, un quartiere di Bari. Restano, invece, in prigione gli altri due arrestati, accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

 

Le indagini avviate dalla Dda e dai pm Roberto Rossi e Pasquale Drago, dunque, non hanno affatto convinto il gip, il quale ha rigettato l’ipotesi della presenza di un gruppo terroristico a Bari. Secondo il gip, “l'attività di indagine ha evidenziato al più l'appartenenza al mondo dell'integralismo islamico, mentre non è provata l’accusa di terrorismo internazionale”. E in relazione alle foto e ai video rinvenuti sui cellulari dei sospettati? Per il gip, il materiale risulterebbe insufficiente per uno studio di possibili luoghi sensibili da colpire. Le foto di alcuni monumenti di Roma o il video girato in un centro commerciale di Bari non possono dunque essere considerati prove lampanti di attività terroristica compiuta sul territorio italiano.

 

Lo stesso Nasiri, intervistato dal quotidiano La Repubblica subito dopo la sua scarcerazione, ha fornito la propria versione dei fatti in merito al discusso materiale rinvenuto sul suo telefono cellulare: “Il video girato nel centro commerciale non era mio, ma di un mio amico che stava facendo shopping e voleva semplicemente far vedere ai suoi parenti dove si trovava”. Il 23enne afghano ora ha intenzione di lasciarsi alle spalle questa storia e voltare pagina da uomo libero proprio qui in Italia: Sono venuto in Italia per lavorare e sto aspettando i documenti. Voglio aprire un Internet point oppure dedicarmi allo sport. So giocare molto bene a cricket e mi piacerebbe insegnare ai più piccoli a praticare questo sport”. 

di Chiara Ciripicchio
 





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