Afghanistan: giovane bruciata viva nel forno di casa Ancora sconosciute le cause che hanno portato la cognata a compiere il delitto - www.Pontilenews.it


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ESTERI

 

16-05-2016

Afghanistan: giovane bruciata viva nel forno di casa

Ancora sconosciute le cause che hanno portato la cognata a compiere il delitto


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Orrore in Afghanistan. Una ragazza di 15 anni è morta arsa dalle fiamme del forno tandoori domestico, in cui era stata gettata viva dalla cognata. Il terribile episodio è accaduto a Jalalabad City, capoluogo della provincia orientale di Nangarhar. La ragazza, di nome Mursal, era da sola in casa con la moglie del fratello quando si è consumato l’orrendo crimine. La polizia, avvertita  da alcuni vicini, è giunta sul luogo quando ormai per la giovane non c’era più nulla da fare. La donna è stata arrestata ma non ha voluto rispondere alle domande degli inquirenti e spiegare quindi le ragioni dietro il suo gesto.

 

La vicenda ha suscitato scalpore ed emozione in tutto il Paese, dove sono molto frequenti i casi di violenza nei confronti delle donne da parte degli uomini, mentre sono rari quelli di donne contro altre donne. L’episodio punta ancora una volta il dito contro la difficile condizione di vita della donna in Afghanistan, più volte denunciata da numerose associazioni dei diritti umani che lo considerano il posto peggiore per nascere donna. Nessun diritto per il sesso femminile in un paese in cui l’adulterio, il braccio scoperto per errore o l’appartenenza alla religione cristiana vengono ancora pagati con la lapidazione.

 

Per avere un’idea della situazione basta gettare un’occhiata ai dati diffusi nel 2015 dall’associazione Human Rights Watc, che denunciano come circa l’85% delle donne del Paese siano prive di istruzione, i casi di violenza contro di loro nel corso dell’anno siano aumentati del 25% e ben 120 donne abbiano preferito darsi fuoco che continuare a vivere una vita insopportabile. Secondo l’Osservatorio Afghanistan del Cisda (Coordinamento italiano a  sostegno delle donne afghane) la soluzione per uscire fuori da questo problema è l’istruzione perché attraverso di essa è possibile creare una coscienza civica che parta dalle donne e dai bambini. “Il primo strumento da dare loro in mano è quello dell'istruzione – ha affermato Cristina Cattafesta dell’Osservatorio -  cioè la possibilità di frequentare la scuola per poi provare ad inserirsi nel mondo del lavoro, ma anche per acquistare una maggiore coscienza di sé e comprendere l'importanza di unirsi, condividere i problemi"

 

Ricordando quel bellissimo libro uscito qualche anno fa, “Mille splendidi soli” di Khaled Hosseini che tanto bene descriveva la condizione femminile in Afghanistan e il rapporto di profonda solidarietà che spesso si viene a creare tra le donne, non sarebbe neanche da stupirsi se la morte di Mursel fosse da interpretarsi come un gesto pietoso della cognata. 

di Stefania D'Agostino
 





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