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POLITICA

 

31-05-2016

Dati Istat sul lavoro, aumentano disoccupazione e occupazione

Aumenta il tasso di disoccupazione ma aumentano altresì gli occupati su base mensile


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Nel mese di aprile i dati sull’occupazione continuano a far discutere sulle modalità con cui il governo ha operato sia a livello fiscale sia sotto il profilo delle riforme normative. I dati Istat registrano un aumento del tasso di disoccupazione, sia generale che giovanile, a fronte però di un aumento anche dell’occupazione; i dati si riferiscono al mese di aprile e confrontano le variazioni degli indicatori sia su base mensile che annuale.

 

Il tasso di disoccupazione passa su base mensile dall’11,5% del mese di marzo all’11,7% del mese di aprile, con una variazione negativa dello 0,2% ma, su base annua, il tasso è inferiore dello 0,4% rispetto al dato di aprile 2015. La disoccupazione giovanile risale al 36,9%, +0,2% rispetto a marzo, ma cala il numero degli inattivi, -0,4%, e aumenta il numero degli occupati, +0,2%. Il dato sulla disoccupazione giovanile riguarda il 9,8% della fascia 15-24, cioè ad essere disoccupato è solo un giovane su dieci, gli altri sono inattivi o occupati.

 

Altro dato interessante è però l’aumento dell’occupazione: si registra infatti un aumento del numero di occupati per un +51.000 unità nel solo mese di aprile. Dato importante, che mostra come, nonostante sia aumentato il tasso di disoccupazione, c’è un saldo positivo nel mercato del lavoro; l’Istat spiega questo dato come una riduzione del numero degli inattivi, ed è infatti proprio per questo che non è il tasso di disoccupazione il principale indicatore da guardare ma il numero degli occupati per verificare se effettivamente nel mercato del lavoro ci siano più persone che entrano o che escono.

 

Questi dati ci dicono alcune cose: primariamente il confronto con lo scorso anno ci mostra una situazione positiva ma non troppo, con un aumento dell’occupazione ma non in misura sufficiente, e soprattutto le cause di questa ripresa sono solo parzialmente merito dell’azione del governo ma anche della favorevole situazione macroeconomica, con stabilità finanziaria e prezzo del petrolio ancora giù. Poi l’allarmismo di inizio 2016 sembra essere ingiustificato: si era detto che finiti gli incentivi sarebbero finite le assunzioni: questo è sembrato vero nei primi mesi ma basta vedere i suddetti dati per capire che effettivamente gli incentivi hanno drogato le assunzioni ma il trend effettivamente c’è. In ultima analisi occorre ancora tristemente notare come l’incremento occupazionale sia legato sempre e solo all’occupazione dei lavoratori maturi, in particolari gli over 50, lasciando così sempre fuori dalla ripresa i giovani, sempre più vittime di un insieme letale di fattori: iper-protezione dei lavoratori a tempo indeterminato, alti contributi sulle imprese e sui redditi, tasse sul lavoro molto alte. 

di Michelangelo Borri
 





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