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ESTERI

 

14-06-2016

Parigi, uccide due poliziotti dichiarando: 'Sono dell'Isis'

'Euro 2016 sarà un cimitero' venticinquenne jihadista si filma mentre uccide


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Un altro spargimento di sangue targato Isis. Parigi il teatro, una coppia di poliziotti le vittime, un venticinquenne il carnefice. Yvelines è il nome della zona, sita ad ovest di Parigi, dove è stato consumato uno dei più tetri omicidi per le modalità con cui è stato eseguito. Le vittime sono Jean-Baptiste Salvint, 42 anni, vice comandante della polizia giudiziaria nel comune di Les Mureaux e la compagna Jessica, 36 anni, segretaria amministrativa del commissariato di Mantes-la-Joile, genitori di un figlio di 3 anni che è stato purtroppo coinvolto nella vicenda. L’omicida è Larossi Abballa, venticinquenne originario dello stesso comune dove lavorava Jessica, a sessanta chilometri da Parigi. L’attentatore era già stato condannato nel 2013 per la sua affiliazione ad una rete jihadista che aveva come scopo il reclutamento di nuove leve da inviare in Pakistan per l’addestramento volto alla preparazione all’IS.

 

L’atto è dichiaratamente di matrice terroristica: il giovane ha dichiarato attraverso i social di aver agito in nome dell’IS e ha documentato le proprie azioni sui social. «Euro 2016 diventerà un cimitero». Alle 20:30 circa Larossi Abballa ha raggiunto il vice comandante fuori la sua abitazione e lo ha ucciso con nove coltellate, secondo alcuni residenti al grido «Allah akbar», per poi appropriarsi delle chiavi di casa della vittima ed entrare in questa. La compagna e il figlio, di tre anni, di Salvint erano in casa. La donna ha subito la stessa sorte del marito mentre il terrorista documentava le proprie azioni. Tredici minuti di diretta video su Facebook e foto delle vittime hanno riportato le folli azioni di Larossi Abballa, seguite da dichiarazioni in merito al suo gesto.

 

Agghiacciante la frase «non so cosa fare di lui» riferendosi al piccolo, reso orfano perché Larossi ha «risposto favorevolmente all’appello dello sceicco Adnani», leader dell’IS. L’intervento delle forze speciali è iniziato con un isolamento della zona e l’avvio di trattative con il terrorista. Non appena si è carpita l’inutilità del dialogo, si è passati all’azione, durante la quale i colpi esplosi da Larossi Abballa hanno costretto le teste di cuoio ad ucciderlo. Effettuata successivamente la liberazione del figlio delle due vittime, sotto shock, ma indenne. La riunione all’Eliseo è stata tempestiva e gli organi di sicurezza francesi si sono subito messi in modo per ricostruire la vicenda, cercando di capire perché un uomo con tali precedenti abbia potuto agire indisturbato. Dall’altra parte del fronte nella lotta al terrorismo, l’agenzia Amaq avrebbe additato l’attentatore come «un combattente dello Stato Islamico», dando ancor più conferma alla matrice terroristica del terribile atto.

di Andrea Graziano
 





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