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ESTERI

 

28-06-2016

Texas: la Corte suprema degli Usa boccia la legge che limita l’aborto

Cinque giudici su tre l’hanno dichiarata incostituzionale


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Cantano vittoria i movimenti che difendono il diritto all’aborto. La Corte suprema degli Stati Uniti ha dato loro ragione, dichiarando incostituzionale la leggetexana mirata a limitare le donne nel loro diritto di scelta. La questione, al centro di enormi proteste, ruotava tutta intorno a due punti di una legge firmata nel 2013 dall’allora governatore repubblicano Rick Perry. In sostanza, in veste di garanzia per le donne, si obbligavano le cliniche in cuivengono effettuati gli aborti ad avere gli stessi standard sanitari dei grandi ospedali e si imponevano norme vincolanti ai medici che lo praticavano. Naturalmente molte strutture, non potendo stare al passo con le richieste, sono state costrette alla chiusura passando così da 40 a 10 e limitando, di conseguenza, le possibilità delle donne del Texas di interrompere le gravidanze.

 

La decisione dei giudici ha scongiurato, di fatto, il rischio di una revisione dei principi costituzionali regolanti il diritto all’aborto, che avrebbe finito per coinvolgere milioni di persone in tutti gli Stati Uniti. La legge è stata bocciata dalla Corte suprema per 5 voti contro 3, nonostante i timori della vigilia, alimentati dal fatto che la Corte fosse priva di un giudice. Antonin Scalia, morto a febbraio e non ancora rimpiazzato, ha lasciato l’alto organo di Stato in una situazione paritaria che ne limita di molto l’operatività. Ogni volta che si realizza un pareggio, infatti, la legge in discussione viene bloccata e questo è già accaduto numerose volte in pochi mesi. Contro ogni previsione, però, sulla questione dell’aborto si è ricostituita la maggioranza grazie al giudice Kennedy, di orientamento centrista che, in questo caso, ha scelto di unirsi ai liberali.

 

La decisione dei giudici rappresenta una grande vittoria per il movimento che si batte a favore del diritto all’aborto. Hillary Clinton, candidata democratica alla Casa Bianca, l’ha elogiato su Twitter: “Una vittoria per le donne in Texas e in tutta l’America”. Aggiungendo anche: “La lotta non è finita: il prossimo presidente deve proteggere la salute delle donne. Le donne non saranno punite per l’esercizio dei loro diritti fondamentali”. La vicenda proietta immancabilmente il tema dell’aborto al centro della campagna elettorale. Se la posizione della Clinton è favorevole alla libertà di scelta della donna, Donald Trump non sembra essere dello stesso avviso. Il miliardario newyorkese ha affermato: “Se sarò eletto Presidente eleggerò giudici della Corte Suprema con posizioni anti-aborto”.

di Stefania D'Agostino
 





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