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CULTURA

 

15-07-2016

Strage di Nizza, quando la Costa Azzurra ispirò il blu oltremare di Yves Klein

La nuova tonalità, simbolo di armonia, nacque dove ieri si è consumata una strage


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Probabilmente, a ispirare il giovane artista francese Yves Klein, morto a soli 34 anni nel 1962, sarà stato il mare della sua città natale: Nizza. Quello stesso profondo mare blu, quella stessa costa azzurra, su cui la scorsa notte è stato sparso il sangue di innocenti. Ma non era certo quello che aveva in mente Klein quando inventò il cosiddetto Ikb, l’International Klein Blue, la tonalità di blu oltremare. Quelle spesse pennellate monocrome di vernice sulla tela bianca, nell’idea dell’artista, dovevano esprimere tutt’altri sentimenti: infinito, pace e innocenza. Un’unità tra cielo e terra senza confini e senza orizzonti. Tutto interamente blu. Il colore della quiete, dell’armonia e della contemplazione. 
 
 
È il colore stesso, dunque, a farsi materia. A diventare sostanza tangibile, energia vitale. A riempiere gli spazi vuoti da cui Klein era ossessionato. («Io sono sempre ben sicuro che, nel cuore del vuoto come nel cuore dell’uomo ci sono dei fuochi che bruciano»). Un blu luminoso, ipnotico con cui l’artista prese a dipingere muri, statue e corpi, con l’obiettivo di condurre lo spettatore in uno stato di libertà mentale e fisica. Il blu dell’immateriale e dell’infinito. Veicolo per esprimere emozioni. «Quando ero ragazzo, feci un sogno ad occhi aperti in cui firmavo il confine della volta celeste. Quel giorno iniziai ad odiare gli uccelli che volavano nel cielo perché cercavano di bucare la mia opera più importante e più bella. L’evento segnò l'inizio della mia carriera come pittore».
 
«Avvertire l’anima, senza spiegazioni, senza parole e dipingere questa sensazione: questo è credo ciò che mi ha portato alla pittura monocroma». Insomma Klein era diventato un altro, non ricercava più le sfumature ma un solo colore primario, intenso e avvolgente. Aveva subìto una metamorfosi alla ricerca di quella che definì «l’espressione più perfetta del blu». «Un mondo nuovo ha bisogno di un uomo nuovo». È con questo motto che il pittore di Nizza conquistò, così, negli anni ’50, lo scenario internazionale. Parole, forse, da cui tutti oggi dovremmo prendere spunto. 
 
di Valeria De Simone
 





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