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CRONACA

 

05-08-2016

Immigrazione clandestina, otto arresti: jihadista a capo della banda criminale

L'uomo, al vertice dell'organizzazione, è indagato per terrorismo


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Associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e alla falsificazione dei documenti: è questa l’accusa che pende su otto uomini arrestati grazie alle indagini condotte dai carabinieri del Ros e dalla procura di Santa Maria Capua Vetere. Le persone finite in manette, tutte di nazionalità straniera, costituivano una vera e propria banda criminale: l’interesse delle loro losche attività risiedeva proprio nel traffico di migranti. A capo dell’organizzazione, da quanto è emerso dalle indagini, vi era un individuo di nazionalità tunisina convertitosi alla Jihad, la Guerra Santa contro gli infedeli.

 

Il capo della banda criminale finito in manette, oltre al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falsificazione di documenti, è indagato per terrorismo. L’accusa che pende sul tunisino è stata emessa dalla procura antiterrorismo di Napoli. L’attività dei criminali si sarebbe avvalsa di un ausilio esterno, ovvero delle aziende tessili che, in accordo con i malviventi, avrebbero rilasciato buste paga fittizie, oppure contratti di lavoro, a persone di nazionalità maghrebina che immigravano in Italia. Il contributo delle aziende sarebbe stato finalizzato all’acquisizione del permesso di soggiorno per gli immigrati, in modo tale che la loro presenza in Italia fosse regolamentata e non più clandestina.

 

Continua la lotta per contrastare possibili infiltrazioni legate al terrorismo. Proprio nella giornata di ieri, 4 agosto, il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha annunciato l’espulsione di un trentaquattrenne di nazionalità marocchina, accusato di aver diffuso sulla piattaforma di Facebook del contenuto legato alla propaganda dell’Isis. Il web, da quanto si è appreso, sarebbe stato utilizzato dall’uomo per «l’azione mediatica a favore dell’ideologia jihadista».  Dal gennaio del 2015, ha affermato Alfano, vi sono state centosette espulsioni. 

di Giulia Morici
 





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