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10-08-2016

Da Londra 2012 a Rio 2016, Pellegrini di nuovo giù dal podio

La batosta è evidente. Il commento a caldo: 'negli ultimi 50 metri sono morta'


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È bella, bionda, sensuale, forte, ambiziosa ed è apprezzatissima dagli sportivi e inseguita dagli amanti del gossip. Il suo grande successo, quello nel nuoto, arriva grazie ad importanti vittorie: prima l’argento olimpico nel 2004 ad Atene all’età di 16 anni, poi l’oro nei 200 m stile libero alle Olimpiadi di Pechino 2008, diventando così una sorta di re Mida della piscina, e quattro titoli Mondiali nei 200 m e nei 400 m. Il suo secondo successo, invece, è in amore: da grande femme fatale, le sue storie, che ricordano molto un triangolo cinematografico dove c’è lui, lei e l’altro, appassionano i suoi tifosi. Tuttavia la fama e il successo non sono bastati: nonostante Federica Pellegrini sia arrivata più preparata e più matura alle Olimpiadi di Rio 2016, chiude fuori dal podio dei 200 stile libero per 20 centesimi (1’55”18); una delusione difficile da portare a casa.

 

Così, dopo l’amarezza per il podio mancato a Londra 2012, la batosta per Federica è evidente. "Mi sembra di essere in un piccolo incubo. In acqua ho avuto sensazioni talmente tanto strane che non aver preso la medaglia è onestamente il mio ultimo pensiero. Negli ultimi 50 metri sono 'morta': non ne avevo più". Commenta a caldo.

 

Ormai ventottenne “La Pellegrini”, ricca di sponsor e con un arsenale di medaglie sotto il costume, è tornata in vasca. A giocarsi la finale con la nuotatrice italiana, i due siluri: da una parte la ventiduenne svedese Sarah Sjostrom, già prima nei 100 metri a farfalla, e la diciannovenne americana Katie Ledecky, che da poco ha vinto l’oro nei 400 stile libero, che rispettivamente si guadagnano l’oro con 1’53”73, e l’argento con 1’54”08. Nei metri che hanno segnato tutti i suoi trionfi, i 200, Federica si è spenta inspiegabilmente sull’ultimo e, ora, quel bronzo che in verità un po’ tutti ci aspettavamo conquistasse con le unghie e con i denti, è al collo dell’australiana Emma McKeon (1’54”92).

 

Ora c’è solo rabbia e amarezza per il terzo posto mancato. “Ho 28 anni, se ancora si dice che subisco la gara di testa mollo cazzotti a tutti”. Ma è adesso che cominciano i processi, perché se ti chiami Federica Pellegrini puoi solo vincere.  È il peso di voler stare sempre sotto i riflettori: se i successi finiscono sempre in prima pagina, ancor di più le sconfitte. Due facce della stessa medaglia. Spesso d'oro. Spesso fuori dal podio.

 

 

 

 
di Giulia Bordini
 





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