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ESTERI

 

26-09-2016

Referendum Svizzera, passa la proposta contro i lavoratori stranieri

Al voto anche su pensioni pubbliche, servizi segreti ed economia verde


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La Svizzera è stata nuovamente chiamata al voto referendario, sia al livello confederale sia in un singolo cantone, il Ticino, per pronunciarsi su alcuni temi rilevanti. I tre referendum confederali riguardavano economia verde, aumento delle pensioni e sistemi informativi, cioè servizi segreti, mentre il Canton Ticino ha votato in materia di preferenza etnica per le assunzioni, tema caldo per molti italiani di confine che ogni giorno vanno a lavorare in territorio elvetico.

 

I tre referendum confederali hanno dato ragione al Governo che si era schierato apertamente: il primo quesito riguardava una proposta dei Verdi che avrebbe voluto una riduzione del 60% del consumo di risorse naturali entro il 2050, con una fortissima intrusione dell’autorità pubblica nell’economia che avrebbe limitato la libertà economica e lo sviluppo; lo stesso Consiglio federale, ossia il Governo svizzero, si era espresso a favore di politiche in quella direzione ma contrario alla proposta, troppo ambiziosa rispetto al tempo concesso, per le conseguenze che avrebbe avuto sull’economia.

 

Il secondo quesito verteva sul tema previdenziale: una proposta della sinistra e del sindacato USS avrebbe voluto un aumento delle pensioni di vecchiaia del 10%. Per approvare la proposta, che necessitava di una modifica costituzionale, era necessaria sia la maggioranza popolare sia la maggioranza di cantoni favorevoli. La proposta è stata poi respinta perché entrambe le maggioranze erano per il no. Il voto disaggregato ha mostrato come i cantoni latini fossero favorevoli ad approvare la modifica e quelli tedescofoni contrari.

 

L’ultimo quesito riguardava poi l’attività dei sistemi informativi svizzeri: la proposta, approvata da tutti i cantoni, prevede l’introduzione di intercettazioni, infiltrazioni nelle mail e sorveglianza di luoghi ed eventi pubblici con spie ambientali, tutto in nome della lotta al terrorismo.

 

Il referendum però più rilevante per noi italiani è certamente quello che ha riguardato il Ticino, dove la cittadinanza è stata chiamata a votare per una proposta avanzata dal partito di destra Udc, in accordo con la Lega Ticinese, con cui si introdurrebbe una sorta di clausola di supremazia dei cittadini svizzeri su quelli stranieri in materia di assunzione; agli autoctoni andrebbe la precedenza in caso di scelta del personale. Il referendum, solo consultivo, potrebbe portare a una forte limitazione della circolazione di persone nell’area ticinese ma ancora non si sa in che modo questa proposta possa venire tecnicamente introdotta. Duri i commenti del Ministro degli Esteri Gentiloni e del sottosegretario Benedetto Della Vedova, che leggono un’impronta anti-italiana dietro alla consultazione popolare. C’è preoccupazione fra i lavoratori italiani in Svizzera, ma dovranno attendere l’applicazione di questa decisione per capirne effettivamente la portata e le reali conseguenze.

di Michelangelo Borri
 





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