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POLITICA

 

17-05-2015

Federalberghi e calo delle presenze. Preoccupazione per l’estate.

La Federalberghi denuncia il -1,5% della primavera; il calo riguarda soprattutto gli italiani


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L’estate 2015 ha su di sé un’importante aspettativa: aiutare il rilancio del turismo in Italia. Durante lo scorso anno, la terribile estate degli albergatori 2014 ha messo in ginocchio tale settore in Italia. Le temperature a basse e le piogge di luglio e agosto hanno abbassato drasticamente le frequenze dei turisti, rimaste quasi invariate solo in Sicilia, Sardegna e Veneto.

 

Eppure preoccupano i dati esibiti da Bernabò Bocca, presidente della Federalberghi, durante la sessantacinquesima  assemblea generale dell’associazione. La Federalberghi riunita a Como ha esaminato il calo delle presenza alberghiere durante questa primavera: a fronte di un +0,8% da gennaio ad aprile, gli ultimi due mesi si presentano con un -1,5%. Tale percentuale desta molta preoccupazione nei lavoratori del settore, che avevano riposto in Expo molta fiducia sull’incremento del turismo nella penisola. Eppure, a distanza di due settimane, dall’inizio dell’Esposizione Universale, la Federalberghi denuncia la crisi del settore.

 

In particolare, il calo delle presenza riguarda soprattutto i turisti italiani, che hanno fatto registrate nel trimestre marzo aprile un -3,4%, contro un aumento, seppur irrisorio, degli stranieri: +0,4%. A Tal proposito il commento di Bernabò Bocca è stato: “Mentre a stento la componente straniera riesce a stare a galla, spaventa il quasi crollo della clientela italiana, dalla quale ci aspettavamo una ripresa sulla scia sia delle misure economiche adottate dalla Bce sia da quelle varate dal Governo con gli 80 euro in busta paga e l’opzione di avere sempre in busta paga l’anticipo del Tfr”.

 

Ovviamente la crisi delle presenze alberghiere si traduce anche in una crisi dell’occupazione nel settore: una flessione dell’1,8%, determinata da una decrescita del 1,6% per i lavoratori a tempo indeterminato e del 2% per il determinato.

 

Davanti a questi dati ed in vista di una stagione estiva, che non può permettersi il calo del 2014 arriva puntuale la denuncia di Bernabò Bocca: “Occorre dunque intervenire con urgenza con misure che riguardino l’estensione della deduzione dalla base imponibile Irap introdotta dalla legge di stabilità anche con riferimento ai contratti di lavoro stagionali e la revisione della nuova assicurazione sociale per l’impiego (Naspi), che nella sua attuale formulazione comporta una drastica riduzione della copertura assicurativa per i lavoratori”.

 

Infine la conclusione di Bocca tocca anche la mole di tasse che gli albergatori sono costretti a pagare: “Stimiamo che nel 2014 gli alberghi italiani abbiano pagato circa 893 milioni solo di Imu e Tasi. Inoltre l'handicap nel rilascio dei visti turistici e la limitazione dell'utilizzo del contante contribuiscono a non avvicinare al mercato italiano ulteriori flussi dall'estero".

 





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